BREAKING NEWS, CRIMINI IMMIGRATI
ARRESTI TRA FIGLI DI IMMIGRATI: “VOLEVANO INSTAURARE IL TERRORE IN ITALIA”
MARZO 9, 2021
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Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile insieme ai reparti della Postale e della Scientifica. Un certosino lavoro di selezione e incrocio di volti su tanti filmati prodotti sia dalle telecamere di videosorveglianza che dai video di privati, passanti e degli stessi facinorosi. Gli agenti hanno selezionato i frame, verificato i dati del traffico telefonico di ogni soggetto, controllato i loro profli social. A incastrare i banditi è stato l’abbigliamento e le calzature, indossate sia durante i furti che nel tragitto prima e dopo i fatti. Immagini poi confrontate con foto e “storie” sui social, dove si pavoneggiavano indossando gli stessi vestiti o condividevano video amatoriali della serata. “Uno di loro nei giorni scorsi è stato arrestato per altri motivi e i familiari hanno pubblicato filmati accusando la polizia di persecuzioni – dice il questore – I reati contestati sono di particolare gravità, sarebbe un errore definirle ragazzate”. Per gli inquirenti infatti l’azione fu sorretta da “spirito di assoluta prepotenza e noncuranza per l’ordine costituito”. “Le modalità delle condotte poste in essere da tutti gli indagati – spiega la polizia – rendono infatti palese che gli stessi, forti del proprio numero e della propria violenza, si fossero appropriati di ogni capo d’abbigliamento ed accessori di lusso a portata di mano e senza differenza alcuna; il tutto agendo con assoluto disprezzo per l’ordine costituito e, anzi, con la chiara volontà di creare disordine, di condizionare l’operato delle Forze dell’Ordine e di instaurare un clima di confusione e di terrore nella cittadinanza, già fortemente provata dall’emergenza pandemica”.
Per pavoneggiarsi delle loro imprese, il giorno dopo i fatti su Instagram era apparsa una pagina dove promuovere, condividere ed enfatizzare le gesta criminali. La pagina, intitolata “torino.criminalpage” e subito chiusa dalla Postale, esaltava la comune provenienza dei banditi dalla zona di Barriera Milano e veniva utilizzata per pianificare nuove azioni violente in occasione di nuove eventuali manifestazioni anti-Dpcm. Per chi indaga è provata la “spiccata pericolosità sociale” dei 37 indagati. “Hanno manifestato un comportamento di violenta aggressione e palese sfida nei confronti delle Forze dell’Ordine -si legge nella nota – forte della potenza derivante dall’appartenenza al ‘branco’ e mosso unicamente dalla volontà di approfittare, incurante delle regole del vivere civile, per fare incetta di beni di valore”.



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