DRAGHI COME CONTE: VERSO UN LOCKDOWN NAZIONALE
MARZO 9, 2021
E’ in corso la riunione del Comitato tecnico scientifico chiesta dal governo per valutare la possibilità di eventuali nuove misure restrittive alla luce dell’aumento dei contagi. Tra le ipotesi sul tavolo degli esperti, l’introduzione del criterio di 250 casi ogni 100mila abitanti per entrare automaticamente in zona rossa – già proposto dai tecnici a gennaio ma respinto dalle Regioni – un’ulteriore stretta nei fine settimana, con chiusure generalizzate, e delle zone rosse più rigide, come venne fatto a Codogno e negli altri comuni nella prima ondata del virus.
Laddove si manifestano e c’è un focolaio, bisogna chiudere tutto, in stile Codogno, perché non possiamo permetterci che si diffondano nel paese. Significherebbe resettare l’orologio del paese un anno indietro”, ha detto Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova, intervenendo durante la trasmissione Agorà su Rai 3. Rispetto alle varianti, l’esperto distingue anche tra la variante classica che ha colpito l’Europa nei primi mesi e quella inglese. “Con la prima i bambini avevano una resistenza da 20 a 30 volte maggiore di un adulto e questo ha permesso di lasciare aperte le scuole materne. La variante inglese invece ha rotto questa barriera e si diffonde bene anche in bambini fino a 5 anni. E’ cambiato il quadro epidemiologico, ignorarlo comporta il rischio di aumentare i contagi. E’ giusto che si prenda in considerazione la nuova caratteristica del virus. L’agenda la detta il virus, se cambia il virus devono cambiare le misure”. Quanto ai parametri utilizzati per prendere decisioni, secondo Crisanti, “l’Rt è un parametro che è disponibile quando il dato è già vecchio, il numero dei casi settimanali è un parametro meno preciso ma più tempestivo, e potrebbe essere affiancato dalla percentuale di positivi ai tamponi molecolari”.
“Non si vaccina quando c’è alta trasmissione del virus perché così facendo si favorisce l’emergere di varianti resistenti al vaccino. Per questo credo che il provvedimento sul tavolo del Cts vada nella direzione giusta, cercare di spegnere la trasmissione e cercare di vaccinare più persone possibili”, ha spiegato Crisanti. Rispetto alle possibili soluzioni secondo Crisanti “è improponibile un lockdown generalizzato seguito da altro lockdown e altro lockdown. Ci vuole un piano chiaro preciso e che sia l’ultimo. Per farlo serve un piano nazionale finanziato per il monitoraggio delle varianti e potenziare il sistema di sorveglianza perché anche se tra qualche mese saremo vaccinati, non sarà così nel resto del mondo e – ha concluso Crisanti – dobbiamo assicurare agli italiani la possibilità di potersi spostare all’estero”.
Limitare gli spostamenti e i contatti tra la popolazione sembra essere la strada percorsa dagli scienziati. Come riportato dal Corriere, oggi il Cts rimarcherà che in tutte le zone rosse si dovrà usare il “modello Codogno”, uscendo quindi dalla propria abitazione solo per comprovate necessità lavorative, di salute o emergenza. Con chiusura di tutte le attività non ritenute essenziali. Zona interdetta ampliata anche ai Comuni vicini anche se il numero dei casi non è oltre la soglia.
E arriviamo all’idea del lockdown nazionale nei fine settimana, il momento più rischioso. Dovrà essere una scelta politica perché implicherà la chiusura dei negozi, dei bar e anche dei ristoranti che finora potevano restare aperti fino alle 18. Se passerà la proposta, il sabato e la domenica saranno possibili solo l’asporto e la consegna a domicilio di cibi e bevande. Con il divieto di consumare all’aperto o nei pressi dei locali.
La chiusura dei centri commerciali e dei grandi magazzini potrebbe venire decisa anche nelle regioni dove le scuole verranno chiuse, anche se si trovano in fascia gialla o arancione.
Con la curva epidemiologica in continuo rialzo e l’alto rischio di diffusione del virus, a farne le spese potrebbero essere anche i teatri e i cinema, la cui riapertura era stata ipotizzata per il prossimo 27 marzo, in concomitanza con la festa del Teatro. La decisione ultima dovrebbe essere presa dopo il 20 marzo, dopo che si avrà un’idea del funzionamento delle norme adottate. Lockdown e restrizioni a parte, sarà necessario che la campagna di vaccinazione prenda finalmente a funzionare.

Nessun commento:
Posta un commento