mercoledì 25 dicembre 2019

ERDOGAN CIRCONDA L’ITALIA: VISITA IN TUNISIA, SOLDATI IN LIBIA, BARCONI DA EST








ERDOGAN CIRCONDA L’ITALIA: VISITA IN TUNISIA, SOLDATI IN LIBIA, BARCONI DA EST




Erdogan sta applicando all’Italia una manovra a tenaglia politica e militare. Intanto noi teniamo i soldati in Libano, Iraq e Afghanistan. E agli Esteri abbiamo Di Maio.


Visita a sorpresa del presidente turco Erdogan in Tunisia. I temi dell’incontro con l’omologo tunisino Saied non sono resi noti, ma appare scontato che si parlerà del conflitto in Libia che vede Ankara schierata, anche militarmente, col premier al Serraj contro il generale Haftar.
Lo dimostra anche la composizione della delegazione tuerca: il ministro degli
Esteri Cavusoglu; quello della Difesa Akar; il capo dell’intelligence Fidan e
il direttore delle comunicazioni della presidenza turca, Altun.


L’immigrazione è un’arma di guerra. Solo noi non lo comprendiamo. Erdogan ci manda ormai decine di velieri carichi di clandestini islamici al mese. Mentre invia soldati in Libia per destabilizzare ulteriormente quel Paese, in vista di un assalto di barconi: e noi teniamo i nostri soldati in Libano e Afghanistan per una marchetta a chi sappiamo. E’ ridicolo.
Tutto questo si iscrive nel tentativo di espellere l’Eni dallo sfruttamento dei giacimenti ciprioti che la Turchia, che occupa illegalmente da decenni la parte nord dell’isola (fa parte della NATO!), considera propri.
Quello buono, tra i due, era Assad: laico, occidentale e criptocristiano.
E noi, intanto, con la minaccia afroislamica alle porte, abbiamo 6.290 soldati permanenti nelle varie missioni (nel 2018 erano 6.309), più un altro migliaio per un tempo limitato per una consistenza massima di circa 7.400 unità per il 2019.
Il maggior numero di militari è in Medio Oriente e Asia islamica (46% del totale) e, a seguire, ‘Europa’ (34%) e Africa (20%) mentre il continente con più missioni operative è quello africano, 18 sulle 43 complessive.


Ecco dove sono, ad oggi, i nostri ragazzi:






Noi non contestiamo, come i pacifisti, l’utilizzo dei militari: ne contestiamo i luoghi dove vengono utilizzati.
Perché abbiamo 1.216 soldati italiani a pattugliare il confine tra Libano e Israele, invece di quello italiano tra Friuli e l’Istria, da dove ogni giorno entrano centinaia di clandestini?
Perché abbiamo 1.112 soldati in Iraq, invece di averli a difendere l’interesse nazionale italiano in Libia?
Perché abbiamo 800 italiani in Afghanistan, a quasi venti anni dalla fine della guerra, invece di averli qui, pronti ad ogni evenienza?
Qualcuno ci deve spiegare quale interesse nazionale italiano si difende, nel pattugliare il confine tra Israele e Libano. Quale?
Tra poco un’orda ‘umana’, indirizzata dai soldati turchi, si riverserà sulle nostre coste. E noi teniamo i nostri militari dall’altra parte del mondo. Rovesciare il governo abusivo e richiamarli a casa. A combattere le nostre guerre. A difendere i nostri confini.



Che esercito, che generali attaccato solo a stipendi e pensioni, invece di fare un colpo di stato patriota stanno a vegetare nei ministeri. Senza guerra l’esercito imputridisce, non c’e’ niente da fare, il Ducecfececbene a buttarsi nella mischia, peccato fosse forse impreparato con l’industria.






















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