mercoledì 21 agosto 2024

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Le mani degli immigrati sull’Italia: Lega blocca Forza Italia su Ius Soli mascherato

Agosto 21, 2024
































Il fatto che l’Italia conceda più cittadinanze di tutti gli altri Paesi europei – non è vero ma sono comunque troppe – non significa che la “legge funziona”. Significa che deve essere cambiata: ma in senso contrario a quello desiderato dalla sinistra e dal suo servo sciocco di Forza Italia.

Questo processo di ‘integrazione’ lo hanno già provato in Francia e Inghilterra con risultati disastrosi. Dobbiamo azzerare l’immigrazione regolare non europea e tornare allo ius sangunis o saremo perduti.

L’articolo che segue discute il tema della concessione della cittadinanza ai minori nati in Italia da genitori stranieri, con vari punti di vista espressi durante il Meeting di Rimini. Matteo Piantedosi, Ministro dell’Interno, spiega che l’ordinamento italiano prevede già una forma di ius soli, concedendo la cittadinanza a chi è nato in Italia e vi ha vissuto fino ai 18 anni. Piantedosi sottolinea che le istruzioni per valutare la permanenza sono state aggiornate per considerare l’effettività del periodo di permanenza, anche se trascorso in parte all’estero. Molto male.

Matteo Salvini, Vice Presidente del Consiglio e Ministro dei Trasporti, è più categorico sull’argomento. Egli afferma che lo ius scholae non è una priorità e non è nell’agenda di governo. Salvini sottolinea che l’Italia concede già più cittadinanze rispetto ad altri paesi europei come Francia, Spagna e Germania, e quindi ritiene che la legge attuale funzioni bene e non debba essere cambiata. Salvini è d’accordo sull’importanza di aiutare l’immigrazione regolare e l’integrazione, ma insiste che la legge vigente è adeguata.

Il tema della concessione della cittadinanza ai minori nati in Italia da genitori stranieri arriva fino al Meeting di Rimini. Qua Matteo Piantedosi cerca di ricostruire che cosa è previsto nel ordinamento italiano: “C’è addirittura uno spunto di ius soli”, ricorda. Ovvero è concessa la cittadinanza allo straniero che è nato in Italia e “che vi abbia trascorso la vita fino al 18esimo anno di età”. Inoltre, “contrariamente a quanto ho letto da qualche organo di stampa, non è vero che su questo tema ci siano istruzioni perché questo meccanismo di ricostruzione della permanenza sia molto rigoroso”. Anzi, sono state aggiornate di recente le “istruzioni date a tutti gli organismi interessati che va considerata l’effettività del periodo di permanenza anche a prescindere da ferie trascorso altrove”.

La cittadinanza non si può regalare
In ogni caso, aggiunge il ministro dell’Interno, “se questa discussione sulla cittadinanza serve ad aggiornare il panorama delle valutazioni che un Paese come il nostro deve fare sui processi di integrazione che sono dietro l’istituto della cittadinanza italiana, va benissimo”. Tuttavia il titolare del dicastero del Viminale ritiene “che questa discussione vada fatta scevra da condizionamenti ideali o addirittura ideologici”. Anche perché allo stesso tempo, si sottolinea come l’Italia riconosca nuove cittadinanze a stranieri in misura maggiore di altri Paesi europei: per esempio “quasi il doppio di quanto fatto in Francia e in Germania”. Senza dimenticare che occorrerebbe capire quale sia “il vero fabbisogno di cittadinanza e integrazione, e cosa fare perché si completi il percorso”.

Secondo Piantedosi noi dobbiamo porci il problema “che la sostenibilità dei processi migratori si nutre anche del fatto che si tratta di persone di cui dobbiamo immaginare la centralità nella nostra società, da qualsiasi parte provengano”. Ecco perché non potrebbe bastare dare soltanto “soddisfazione a quelli che sono i cosiddetti bisogni primari nei quali includo anche quelli che hanno una suscettibilità di valutazione economica, ma bisogna anche porsi il problema di come li rendiamo nostri cittadini”, Insomma, è doveroso “dare soddisfazione a quella fisiologica tendenza di ogni individuo di trovare un ruolo nella società. Di sentirsi utile alla società”, conclude Piantedosi. Cosa che avviene “eminentemente attraverso il lavoro, ma non solo”.

Ius soli, Molteni: “La legge attuale funziona benissimo. Non si tocca”
Presente al Meeting di Comunione e Liberazione anche Matteo Salvini, il quale invece è più categorico sull’argomento. Secondo il vice presidente del Consiglio, infatti, lo ius scholae “non è una priorità e non è nell’agenda di governo. Non ho voglia di fare polemica”. Il ministro dei Trasporti aggiunge che l’Italia è il paese europeo che concede più cittadinanze di tutti: “Concediamo più cittadinanze a cittadini stranieri rispetto alla Francia, alla Spagna, alla Germania. Quindi legge che va bene non si cambia”. Un dialogo alle modifiche potrebbe esserci solo ed esclusivamente “se la legge non funzionasse. Qual è il Paese europeo che contiene più cittadinanze in tutta Europa con la legge vigente? L’Italia. La legge funziona. Punto”.

D’accordo con lui anche Massimiliano Fedriga: “Credo che la cittadinanza non sia un processo per integrare ma un certificato di avvenuta integrazione. Quindi io utilizzerei cautela perché altrimenti si rischiano delle distorsioni”, afferma il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia a margine di un incontro a Trieste. Rispetto alle posizioni di Forza Italia aggiunge: “Se una forza politica di maggioranza avanza una proposta, seppur al di fuori del programma di governo, altrettanto decisamente le altre forze politiche di maggioranza possono dire la loro”.

Più in generale, rispetto al fenomeno dell’immigrazione, il leader della Lega certifica che “Aiutare l’immigrazione regolare e l’integrazione è fondamentale: è una delle priorità della Lega e di questo governo”, dice Salvini. Ed è per questo, dunque, che “abbiamo più di un’iniziativa in corso”.
Questo, ovviamente, “deve essere coincidente con la lotta ai trafficanti di esseri umani e con la certezza dei diritti e dei doveri per tutti. Più persone perbene ci sono in Italia, a prescindere dal Paese di nascita, meglio è. Su questo siamo assolutamente d’accordo”, chiosa.



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