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CATANIA, COOP CHE OSPITA STUPRATORI: “BEN INSERITI”
FEBBRAIO 4, 2024
Prima gli invasori venivano respinti, passati a fil di spada. Oggi li ‘inseriamo’. I maschi italiani sono diventati checche se in nome dell’integralismo accoglione fanno entrare maschi stranieri sul proprio territorio. E li pagano anche perché poi finiscano a stupriare le loro donne.
Due neo-maggiorenni bene inseriti: uno con un impiego nell’edilizia e un permesso di soggiorno in vista, l’altro in procinto di iniziare un tirocinio che gli avrebbe aperto le porte del mondo del lavoro e un permesso di soggiorno scuola-lavoro già autorizzato. Entrambi vengono dall’Egitto, entrambi continuano ad avere rapporti con le famiglie di origine. Sono i ritratti di due dei sette ragazzi egiziani fermati con l’accusa di avere violentato la ragazzina di 13 anni a Catania la sera del 30 gennaio.
I due hanno da poco compiuto 18 anni e hanno partecipato alla violenza impedendo al fidanzato di salvare la ragazzina. Si dicono “sotto choc” gli operatori della comunità in cui alloggiano. Andrebbero arrestati anche loro, tutti quelli che ospitano questi invasori andrebbero arrestati. E anche chi li fa entrare.
«Non avevamo alcun motivo di sospettare che potessero fare azioni del genere», dicono. Uno dei due, il pomeriggio dello stupro, avvenuto a Villa Bellini, nel centro di Catania, ha raccontato quanto era accaduto ed è stato accompagnato dall’operatore della comunità alloggio in cui viveva dai carabinieri. Avrebbe fornito agli inquirenti elementi utili a ricostruire i fatti, una collaborazione che gli ha fatto ottenere i domiciliari.
Si stanno inserendo.
Lo Stato italiano fa schifo. Invece di rimandarli in Egitto rimangono in Italia per arricchire le coop come quella che ospitava questi stupratori. E dove uno vive ancora perché ha ‘collaborato’.

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