giovedì 1 luglio 2021

MOLTI ISLAMICI NON VOGLIONO NEL MODO PIU' ASSOLUTO INTEGRARSI, DI AFTTI LE DONNE RESTANO SCHIAVE DEI LORO MARITI COME IN PAKISTAN ECC, E QUI NUOVAMENTE E' COLPEVOLE IL PD E LA SINISTRA, GLI ISLAMICI CHE NON SI VOGLIONO INTEGRARE NON DEVO ENTRARE IN ITALIA



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ISLAMICI STRAPPANO VIA LA FOTO DA TOMBA RAGAZZA: “E’ TROPPO SVESTITA” – VIDEO

LUGLIO 1, 2021





La vicenda è nota. Ne ha riparlato ieri Zona Bianca:

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La foto sulla tomba non poteva rimanere, perché «era in canottiera». A 15 anni dal suo assassinio, per mano del padre, Hina Saleem continua a essere vittima di violenza da parte della famiglia pakistana. Il fratello, infatti, ha divelto dalla lapide la foto nella quale appariva sorridente e libera, vestita all’occidentale, come voleva e come non le fu permesso a costo della vita. A raccontare la vicenda è stata la trasmissione Zona bianca, che continua così il suo viaggio nelle comunità di immigrati musulmani in Italia, raccogliendo le voci di quanti giustificano e perfino avallano atrocità come quelle consumate contro Hina e ora fortemente sospettate contro Saman.

Intervistato dalla trasmissione di Rete 4, è stato lo stesso fratello maggiore di Hina ad ammettere di aver tolto la foto perché la ragazza indossava la canottiera. «L’ho tirata via io, certo», ha rivendicato. La vicenda era nota, ma le interviste raccolte da Ilaria Dalle Palle in questi giorni confermano che quell’estremismo resta radicatissimo e trova il consenso di molti nella comunità immigrata di Brescia. Nel servizio la giornalista mostra la foto ad alcuni uomini, chiede se rappresenti un problema e la risposta è: sì, è un problema. «In questa foto si vede il corpo, per noi musulmani è impossibile», ha detto un giovane uomo. «Sì, è scoperta, senza vestiti», ha commentato un altro, approvando la scelta del fratello e aggiungendo che «dai c’è una cultura diversa, dai noi le donne non girano così».

«Guarda – ha aggiunto l’uomo – mia moglie è italiana e io non le do il permesso di andare, per esempio, a gambe nude». E, ancora, un altro uomo: «Non posso lasciare mia figlia vestirsi così. Ci deve essere l’educazione dall’inizio delle bambine. Devono essere educate dal primo giorno, devono sposarsi con un musulmano».

L’approfondimento sulla vicenda della tomba di Hina aggiunge un altro tassello: anche dopo la morte, la donna si può continuare a prevaricare, privare di identità, cancellare. Da Saman Abbas a Hina Saleem, da Roma a Brescia, insomma, la violenza contro le donne si affaccia nelle parole e nei gesti delle famiglie musulmane che vivono in Italia, anche da anni, proprio come i Saleem e gli Abbas. Quindici anni fa l’omicidio di Hina, uccisa e sepolta nel giardino di casa, deflagrò sulle nostre cronache, aprendo lo sguardo su un abisso fino ad allora pressoché sconosciuto. Quindici anni dopo siamo ancora qui a cercare il corpo di una ragazza pakistana nelle campagne dietro la sua casa italiana. E scopriamo che per queste giovani donne non c’è pace neanche post mortem.

Non devono entrare in Italia. E le italiane che li frequentano devono essere ostracizzate dalla comunità visto che la legge è contro di noi e permette questo scempio: non devono dare loro la nostra cittadinanza, dobbiamo toglierla a loro per questo affronto all’ordine naturale delle cose. Se sei incapace di intendere e di volere e diventi schiava di un musulmano, te ne vai via con lui, non figli qui in Italia futuri kamikaze che poi uccidono veri italiani.








Lo dicono loro è la loro “cultura”. No qui se vogliono vivere od accettano le nostre leggi e la libertà delle donne, oppure se ne vanno via. Già molto che non abbiano staccato le croci dalle altre lapidi, perché troppo “scandalose ed offensive”.
Se chi si converte al cristianesimo o disconoscere la loro religione politica militare può essere ammazzato, questo la dice lunga su come l’islam non sia né moderato né pacifico.
In ultima analisi, i comunisti arcobaleno vogliono la laicità assoluta dello stato, ricordatevi chi i vostri “protetti musulmani”, non sono per lo stato laico.




L’Islam deve essere messo fuori legge. Non riconosce alcuna delle Dichiarazioni sui diritti dell’uomo, della donna e del bambino. Non riconosce alcuna delle Costituzioni degli Stati occidentali in quanto in contrasto con il corano e la sharia. In tutti i Paesi islamici vi sono pena di morte o pesanti pene carcerarie e punizioni fisiche. In Iran, con il quale Italia ed Europa intrattengono ricchi scambi commerciali, gli e le omosessuali sono impiccati. Ma naturalmente a chi vaneggia sul decreto Zan e sull’omofobia inesistente in Italia non interessano quegli assassinati.





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