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DDL ZAN, VESCOVO DI VERONA: “NON PUÒ DIRSI CATTOLICO CHI LA SOSTIENE”
LUGLIO 1, 2021
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Il disegno di legge Zan come la Gestapo. Monsignor Giuseppe Zenti, vescovo di Verona: «Di fronte a chi mi chiede luce, confuso e disorientato non posso tacere – ha detto durante l’omelia. Me ne prendo la responsabilità senza coinvolgere gli altri confratelli vescovi: può dirsi veramente cattolico chi sostiene la teoria ideologica del gender, che contrasta radicalmente con la Bibbia e con il magistero? Non possiamo stare zitti quando vengono messi a rischio i valori fondamentali della famiglia e della vita (…). Auspichiamo che si possa continuare a dirlo, che non resti traccia nel ddl di bavagli o possibili incarcerazioni. Sarebbero residuati da Gestapo».
«Nessuno mette in dubbio che i tempi siano maturi per superare la logica delle discriminazioni. Ma vanno superate tutte, in una visione olistica, a cominciare da quelle che colpiscono i disabili: penso a chi soffre di autismo, ai quali la società e lo Stato danno soltanto le briciole. Ci sono discriminazioni legate alla povertà, dovute alla disoccupazione o alla mancanza di una pensione dignitosa per i più anziani».
In realtà discriminare è cosa distingue l'uomo dalla bestia. Se non discriminassimo saremmo ancora scimmie sugli alberi. L'evoluzione è discriminazione. Ciò non significa pestare chi non ti piace, ma scegliere di stare insieme a chi è simile a te.
«Ci sono anche nell’ambito delle differenze sessuali, ma la famiglia è il gioiello di Dio, il vertice della creazione: il progetto di Dio non prevede altre forme di trasmissione della vita umana. Lasciatecela nella sua bellezza».

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