ONG AL TELEFONO COI GIORNALISTI: “NON POTETE INTERCETTARCI “
APRILE 5, 2021
“Uno degli obiettivi delle diverse iniziative giudiziarie partite contro le attivita’ umanitarie sembra essere quello di colpire chiunque sia impegnato, a vario titolo, nella ricerca della verita’ e nella pratica della solidarieta’ sulle
violazioni dei diritti fondamentali in Libia e nel mar Mediterraneo.” Lo afferma in una bizzarra nota Mediterranea Saving Humans sostenendo che “anche negli atti dell’accusa, promossa dalla Procura della Repubblica di Ragusa, contro l’intervento di soccorso effettuato dalla nave Mare Jonio nel caso Maersk Etienne, vengono trascritte e utilizzate indebitamente intercettazioni telefoniche su utenze degli indagati di conversazioni telefoniche, professionali e confidenziali, con giornalisti e avvocati di fiducia.
violazioni dei diritti fondamentali in Libia e nel mar Mediterraneo.” Lo afferma in una bizzarra nota Mediterranea Saving Humans sostenendo che “anche negli atti dell’accusa, promossa dalla Procura della Repubblica di Ragusa, contro l’intervento di soccorso effettuato dalla nave Mare Jonio nel caso Maersk Etienne, vengono trascritte e utilizzate indebitamente intercettazioni telefoniche su utenze degli indagati di conversazioni telefoniche, professionali e confidenziali, con giornalisti e avvocati di fiducia.
Nello specifico, in due passaggi sono infatti riportati dialoghi tra l’indagato Beppe Caccia e la giornalista Vera Mantengoli, collaboratrice de La Nuova Venezia e di Repubblica.
Tutte le conversazioni sono ‘confidenziali’.
Invece a noi interessa tantissimo sapere cosa si dicono quelli delle Ong con quelli dei giornali di Elkann e De Benedetti.





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