domenica 2 febbraio 2020

SE PARLI CONTRO LA SEGRE IL GOVERNO TI LICENZIA: “NON SI PRESENTI A SCUOLA”







SE PARLI CONTRO LA SEGRE IL GOVERNO TI LICENZIA: “NON SI PRESENTI A SCUOLA”




No. Non va bene. In democrazia ognuno deve essere libero di pensare e dire quello che vuole. Di poter esprimere sugli altri, nel limite della buona educazione, l’opinione che preferisce.


Ma in Italia ci sono alcuni totem intoccabili. La costruzione del totem Segre, sconosciuta ai più fino alla sua nomina come senatore a vita, era proprio prodromica a questo. Non è certo casuale. Per renderla tale hanno addirittura messo in scena una campagna in cui un quotidiano si è inventato centinaia di minacce inesistenti.
A partire da domani non deve presentarsi a scuola la professoressa di inglese di Firenze che nei giorni scorsi ha detto in classe che Liliana Segre starebbe cercandosi pubblicità. Lo ha comunicato via e-mail alla docente il preside della scuola media Mazzanti, Arnolfo Gengaroli, il quale domani, inoltre, andrà all’ufficio legale dell’ufficio scolastico regionale (ex provveditorato) per istruire una pratica di “sospensione urgente” dal ruolo della medesima docente. “Anche mio nonno è stato in un campo di concentramento ma non è certo andato in giro a dirlo a tutti”, avrebbe detto la prof ai suoi allievi.
“Adesso posso informalmente invitare la collega a non presentarsi a scuola e le ho inviato una e-mail in merito – spiega il preside Gengaroli – Ciò per motivi di opportunità, sia per le istituzioni, sia per lei stessa perché si troverebbe a operare in un contesto non sereno. Ma domani sarò all’ufficio legale del provveditorato per avviare l’istruttoria per la sua sospensione urgente”. La prof è di ruolo e insegna da nove anni nella scuola. Domani l’orario la prevede in classe e in teoria la docente potrebbe ignorare l’invito del dirigente.
Vi sembra normale? Possiamo anche non condividere quello che ha detto, ma non ha certo minacciato alcuno. Ha semplicemente espresso un’opinione.
La nostra è che non è la Segre a cercare di farsi pubblicità, sono gli altri ad utilizzare come mezzo per farsela. Uno è questo preside.
Una società in cui non sono permesse opinioni libere, su qualunque cosa, dovrebbe essere proprio la società contro cui Segre dice di combattere. Ma i ‘suoi’ la utilizzano solo come mezzo di repressione altrui.












Nessun commento:

Posta un commento