lunedì 3 febbraio 2020

IL VERO ‘FEMMINICIDIO’ È L’UTERO IN AFFITTO: COSÌ I GAY UCCIDONO LA FEMMINILITÀ









IL VERO ‘FEMMINICIDIO’ È L’UTERO IN AFFITTO: COSÌ I GAY UCCIDONO LA FEMMINILITÀ







Sfruttano giovani ragazze, spesso incapaci di intendere, povere e disperate – o semplicemente avide di denaro – per togliersi il capriccio. Cosa sono i ‘genitori’ gay, se non ricchi viziosi che sfruttano il corpo delle donne grazie alla loro ricchezza?
Dove sono le femministe? Chi, più di questo tipo di omosessuali (perché ci riferiamo a quella minoranza che esige i bambini degli altri), degrada la donna a mera ‘fabbrica di bambini’? Non era, voler ‘liberare’ la donna dall’essere solo un ‘utero’, l’obiettivo del femminismo? Ecco che invece si è giunti – oggi – veramente, alla ‘donna utero’. Che viene utilizzata dai gay come ‘forno’ per i loro capricci.
I maschi non odiano le donne. Paradossalmente, quei pochi omicidi che passano sotto il nome di ‘femminicidio’, sono tragedie dell’amore folle. Ma i gay, loro sì che odiano le donne: e usarle come mezzo per avere un ‘oggetto’ è la più sottile e subdola delle vendette di chi invidia la loro naturale capacità di generare.
Perché sì, nell’utero in affitto c’è, prima di tutto, l’odio verso le donne. E la vendetta di chi non è ciò che vorrebbe essere.
Alcuni dicono che si devono ‘rispettare le libertà personali’, ma non vi è alcuna ‘libertà’, nel condannare un bambino a non conoscere mai la sua mamma. Non è libero di farlo il ricco e pervertito, e non è libera di farlo nemmeno la disgraziata che si ‘presta’ a questo scempio morale.
Le donne si diano una svegliata: i gay – il loro mondo – sono vostri nemici.

E in queste vicende di ‘uteri’ affittati e bambini comprati, non c’è solo la questione femminista che viene ridicolizzata. Ma anche uno sfruttamento del ricco sul povero che dovrebbe ‘turbare’ chi è cresciuto a pane e Marx: come è possibile, che la sinistra si sia così svenduta all’ideologia delle minoranze privilegiate, da essere sorda allo sfruttamento di classe – che sa tanto di ottocentesco – dei gay, sulle donne delle classi meno abbienti?
Non solo, il mercimonio di bambini per riempire il vuoto affettivo di ricchi disadattati sessuali è moralmente disgustoso, ma è anche una evidente sconfitta dell’idea di società per la quale generazioni di donne e operai hanno combattuto: più uguale e senza sfruttamento. La società omosessualista è il non plus ultra del liberismo ottocentesco. E’ lo sfruttamento più crudo dell’uomo sull’uomo, in questo caso sulla donna.
E’ bene che le menti pensanti d’Occidente inizino a parlare e ad opporsi all’imperante desidero di “dis-ordine” e autodistruzione che ammorba la società occidentale. La “lotta” politica del futuro non è, tra destra e sinistra, è tra Entalpia ed Entropia. Tra i fautori del disordine morale e sociale, e i difensori dell’ordine naturale delle cose.
Perché l’obiettivo del partito dell’Entropia è la dissoluzione della società occidentale, attraverso l’inoculazione nel tessuto sociale di elementi disgregatori come l’immigrazione e i sedicenti diritti gay e delle minoranze.
Perché più la società sarà disgregata, più facile sarà il controllo dell’élite oligarchica su di essa.
La ricerca esasperata di micro-minoranze da aggregare nella lotta contro l’ordine naturale delle cose, ha l’unico e malcelato scopo dell’instaurazione di una società dis-eguale e oligarchica. Dove una élite, intoccata dall’entropia morale inoculata nella popolazione, dominerà una società-poltiglia dove l’unico valore sarà il dis-valore e il soddisfacimento immediato di ogni capriccio.
E’ questo il mondo dove i bambini si concepiscono in provetta e poi si “disconoscono”. E magari, poi, li si vende a qualche ricco omosessuale da avanspettacolo.
Viviamo un’epoca di mille luci colorate. Ma queste mille luci sono l’altra faccia dell’oscurità, sono l’altra oscurità. Nella quale le stesse basi della nostra esistenza sono scosse alle fondamenta. Dove i valori sono ribaltati e il vizio sta disgregando la Verità. Del resto, anche l’universo ha quasi smesso di partorire stelle.












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