2030: L’ITALIA NON ESISTE PIÙ, LE CITTÀ SONO ZONA MORTA
2030: L’ITALIA NON ESISTE PIÙ, LE CITTÀ SONO ZONA MORTA

Nel 2030 l’ultimo Papa lascia Roma, la sua sicurezza non può più essere garantita. Si trasferisce alle Cayman. L’Italia è nominalmente guidata da un governo che ha sede in Sardegna, ma in sostanza è frammentata su linee etniche e religiose: le grandi città del nord sono zona proibita per i rappresentanti del governo nazionale, l’influenza dello Stato resiste solo nelle piccole città. Il sud è stato ceduto in leasing alla Mafia Spa che nel 2020 si è trasformata in società per azioni, e vige un certo ordine dopo il grande sterminio del 2032, in cui migliaia di mafiosi nigeriani vennero impiccati per essersi ribellati alla Cupola.
Nelle città del centro e del nord, invece, cadute nelle mani di mafie e organizzazioni criminali o religiose straniere, regna il caos. Milano è sede della più grande moschea d’europa, la Grande Moschea di Salah, in onore al sindaco che iniziò l’iter per farla erigere a spese dei milanesi nel 2021. Il governo sardo non ha notizie di italiani residenti in città. Torino è la capitale europea della mafia nigeriana: si dice, perché nessun italiano è stato più visto in zona da anni, che vi si celebrino sacrifici di ragazzine italiane rapite nelle campagne.
Firenze è stata dichiarata ‘zona morta’ dopo la grande epidemia di Coronavirus del 2020, seguita alla grande manifestazione #abbracciauncinese voluta dalla sinistra locale. Bologna è stata venduta alla mafia romena nel 2025, in cambio di una partita di droga per le Sardine.
L’intera penisola italiana è abitata da 200 milioni di persone: pochi ricchi proteggono le loro risorse affidandosi ad eserciti di mercenari, da Palermo a Torino è una baraccopoli senza soluzione di continuità.
Il trasporto pubblico non esiste più, esistono trasporti ‘privati’, e per usare le strade si paga il pedaggio a multinazionali e criminali che le controllano, la differenza è molto labile.
San Pietro è sede del più grande campo nomadi del mondo, da quando l’allora Pontefice Papa Francesco, nel 2023, lo diede in dono agli zingari: come penitenza. Al posto della Sistina, c’è oggi un grande bordello minorile, colpa degli italiani disse all’epoca il fidanzato gay del Papa – nel frattempo era stato abolito il celibato e anche il Vangelo – che non avevano saputo integrare i fratelli rom.
Nel 2020, dopo avere ceduto il sud alla Mafia Spa e avere reso l’Italia quello che oggi è, la classe politica si era ritirata col malloppo in Costa Smeralda. La nuova sede del parlamento è il Billionaire, il Capo dello Stato – di quello che rimane almeno – tiene le sue riunioni da qualche parte, dove non si sa.
Nelle zone sotto il governo sardo vigono le seguenti leggi: il matrimonio è severamente vietato, è obbligatorio avere almeno un’esperienza gay entro i 18 anni, per gli uomini è d’obbligo il reggiseno e le donne devono indossare un lungo saio nero – detto la ‘boldrina’ – dal nome della presidenta della ex repubblica (se la chiamate presidente vi impiccano) che ne impose l’uso nel 2021, quando alla guida di cento travestiti irruppe a Miss Italia sgozzando le miss e urlando “allahu akbar, vi sgozzo perché siete mute e svestite!”.
L’unica zona del sud ancora in mano al governo è Lampedusa, per ovvi motivi. Un ponte aereo quotidiano è attivo dall’isola alle zone ancora ‘italiane’. Infatti, come disse il premier Kyenge, che succedete a Conte, uno che faceva anche l’allenatore di calcio di una squadra chiamata Inter, e come recitano ogni mattina gli alunni nelle miniere di Stato: “l’Italia è ancora troppo italiana”.
Ho rischiato a lasciare questa testimonianza scritta, perché oggi è proibito scrivere. Anzi, è proprio proibito sapere scrivere, perché la prima legge di Santa Kyenge, ora imbalsamata nel grande mausoleo di Lampedusa, recita così: l’ignoranza è forza.
Ci sono tante altre cose che vorrei scrivere, ma è quasi sera, ormai i black-out sono quotidiani e i cannibali nigeriani sono in giro. E anche i mutanti, che si dice siano i figli di quelli che nel 2020 avevano abbraciatouncinese.
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