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STUPRO CATANIA, I 7 «STUPRATORI» ARRIVATI COL BARCONE. AVVOCATO COOP: “PERSONE DOLCI”
FEBBRAIO 5, 2024
I 7 stupratori africani giocavano in parrocchia e incassavano 100 euro al giorno dai contribuenti italiani. IL centro accoglienza: “Persone dolci”.
# Violenza a Catania: Critiche al Sistema di Accoglienza e alla Legge Zampa
L’evento drammatico che ha scosso la città di Catania, dove sette giovani egiziani sono stati arrestati per aver stuprato una ragazza di 13 anni, mette in evidenza il pericolo di accogliere giovani maschi stranieri.
## L’Arrivo in Sicilia e la Legge Zampa
I sette egiziani sono arrivati in Sicilia tra novembre 2021 e marzo 2023. Tutti minorenni al momento dell’arrivo, hanno raggiunto le coste dell’isola affrontando un viaggio costoso su un barcone. Non potendo essere espulsi a causa della loro età – la Legge Zampa lo vieta – sono stati accolti nei centri per minori stranieri non accompagnati. Questa situazione solleva interrogativi sulla Legge Zampa, che vieta l’espulsione dei minori clandestini, e sulle sue tragiche conseguenze.
Il primo stupratore ad ‘accettare’, su richiesta dell’operatore del centro a cui aveva raccontato quanto era accaduto, di parlare con i carabinieri ha 19 anni. La struttura di Catania è la sua prima casa in Italia. È lì che ha frequentato corsi di italiano e avrebbe a breve dovuto cominciare i laboratori formativi a cui seguono i tirocini: tutto a spese vostre. In pratica con la Legge Zampa i genitori africani sanno che mettere i figli 17enni sui barconi è un investimento sul futuro. A voi costano poi 100 euro al giorno. Le coop incassano e loro stuprano.
Generalmente i ragazzi vengono poi mandati in aziende che si occupano di ristorazione, edilizia o turismo. Il permesso di soggiorno rilasciato ai minori gli era scaduto ed era in attesa che fosse convertito in permesso studio-lavoro. Il tribunale – ecco chi c’è nei tribunali – aveva già espresso parere favorevole. Non parla benissimo italiano e il suo racconto della sera dello stupro è stato tradotto agli investigatori da un cosiddetto mediatore culturale.
Con lui la sera della violenza c’era un altro ospite della struttura. In comunità era arrivato da qualche mese dopo il trasferimento da un altro centro. Maggiorenne da poco, il permesso di soggiorno gli era scaduto e aveva ricevuto un nuovo documento, la cosiddetta “misura di lungo periodo per l’integrazione”. Dopo un tirocinio formativo, infatti, aveva cominciato a lavorare nell’edilizia.
Lo Stato italiano è lo schifo assoluto.
«Quel che è accaduto ci ha sconvolti — racconta l’avvocato Angela Pennisi, responsabile Area legale immigrazione della comunità, uno dei tanti legulei che si arricchiscono con l’immigrazione — Il ragazzo mantiene il legame con la sua la famiglia di origine, ha partecipato alle attività della parrocchia e di animazione e ai laboratori di fotografia… È un giovane che ha mostrato sempre desiderio di impegnarsi, dando buoni riscontri. Lo definirei una persona dolce». E’ una persona dolce, ogni tanto stupra.
Anche lui, come il connazionale che vive nel centro, ha scelto di parlare con i carabinieri. Qualche ora dopo l’amico è andato in caserma insieme a un operatore e ha raccontato la sua versione dei fatti. «Non l’ho violentata», avrebbe detto in un italiano stentato. Nella ricostruzione degli investigatori avrebbe assistito alla violenza senza intervenire in difesa della vittima. Al contrario dell’amico, a cui subito sono stati concessi gli arresti domiciliari, lui è ancora in carcere.

Lo dico da tempo: serve una legge che ritenga responsabili dei danni compiuti da questi soggetti le strutture che li ospitano. Paghino le coop le loro malefatte.
Stessa cosa per la richieste di asilo: se vengono respinte, il costo amministrativo sia pagato dall’avvocato che li ha assistiti.
Bravissimo!
È quello che ho sempre detto anch’io, chi da accoglienza alla diarrea nera e i loro tutori, dovrebbe per legge rispondere penalmente dei crimini che commettono le merdose scimmie.
Sicuramente dopo meno di mezza giornata a sti fetenti masochisti gli passerebbe la voglia di coccolare i cavernicoli.
Quando gli stupri sono commessi da maschi allogeni si dimenticano della solidarietà femminile…