IN 7 ANNI DA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, NON HA MAI DETTO NULLA SUGLI SBARCA, E NON LO HA FATTO NEANCHE IERI SERA. SBARCHI CHE IN LARGA PARTE CI SONO DEI TERRORISTI
MATTARELLA, SILENZIO SUGLI SBARCHI NEL DISCORSO FINALE: NEI SUOI 7 ANNI IMPORTATE CENTINAIA DI TERRORISTI ISLAMICI SUI BARCONI
GENNAIO 1, 2022
Visto che quello che si è appena concluso è stato un anno di sbarchi record:
Mattarella: 600.000 immigrati sbarcati nei suoi 7 anni da Presidente
Non sorprende il silenzio di Brandon nel discorso di fine anno.
In un anno di sbarchi record e di terroristi che arrivati sulle nostre coste e che hanno poi colpito all’estero
Basti pensare al triste bilancio per mano di terroristi approdati sulle nostre coste e lasciati circolare valicando i confini indisturbati. Le parole di condanna non pronunciate ieri da Mattarella, sarebbero arrivate come un messaggio comunicativo importante per chi, da troppo tempo, al Viminale si mostra silente ai continui sbarchi fuori controllo. I numeri parlano chiaro rispetto alla lunga lista degli attacchi di terrorismo del 2021. Attacchi inferti per mano di persone approdate in Italia.
Il 29 ottobre il tunisino Brahim Aouissaoui ha ucciso tre persone nella cattedrale francese: era sbarcato a Lampedusa il mese prima con un “foglio di via” rilasciato dall’Italia. Tutti ricordiamo l’attacco terroristico avvenuto a Cannes l’8 novembre, quando un agente di polizia è stato aggredito con un coltello mentre stava per partire per un giro di pattuglia. L’aggressore, un 37enne algerino, che secondo Le Figaro si chiamerebbe Lakhdar B., sarebbe stato in possesso di un permesso di soggiorno rilasciato dalle autorità italiane.Per arrivare in Germania, dove lo scorso 25 giugno a Würzburg un 24enne somalo identificato come Abdirahman J. si è avventato armato di coltello contro nove persone (tutte donne). Uccidendone tre e ferendone in modo grave altre sei, al grido di “Allah u Akbar”(Allah è il più grande). Era arrivato a Lampedusa a bordo dell’ennesimo barcone soccorso da una delle molte Ong che operano nell’area. Da non ignorare, allora, le parole del segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia, Stefano Paoloni: «Gli sbarchi di massa hanno mandato in falla più volte il sistema di sicurezza e il motivo è semplice. Gli arrivi di grosse entità, sono quelli che richiedono un maggiore impiego di personale territoriale. Questo ha l’effetto di lasciare sguarnite le altre attività. Come il controllo del territorio. Il contrasto ai fenomeni mafiosi. La gestione amministrativa delle pratiche… giusto per fare qualche esempio».
Sicuramente doveroso il plauso all’impegno e allo spirito di abnegazione che gli operatori sanitari stanno mostrando. Ma il silenzio assordante rispetto a ciò che le nostre Forze dell’Ordine sono chiamate a fare, e all’emergenza sicurezza, è stata una mancanza che stride fortemente con quel sentimento di Unità Nazionale rivendicato più volte nel discorso del Presidente agli italiani.
Nel suo settennato di terroristi islamici ne abbiamo importati sui barconi decine individuati. Centinaia quelli che, invece, saranno certamente passati senza essere riconosciuti come tali.

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