ATTACCHI AI CIMITERI, CROCI E TOMBE DISTRUTTE, ATTACCHI AI PRESEPI, E AI TUTTI SIMBOLI RELATIVI AL CRISTIANESIMO. SONO TUTTI DI MATRICE ISLAMICA E AFROISLAMICA. COME RIPORTANO TUTTI GLI ESPERTI, E' SUFFICIENTE CHE, I MUSSULMANI RAGGIUNGONO IL 15% PER GOVERNARE IN ITALIA. QUESTO SIGNIFICA CHE, NON CI SARA' PIU' UNA REPUBBLICA ITALIANA, UNA COSTITUZIONE, NE DIRITTI
MUSULMANI, ULTIMATUM ALL’ITALIA : “VIA CROCI E PUNIRE BLASFEMI”
GENNAIO 4, 2022
Secondo la sua ricerca, preparata da Groppi per il King’s College di Londra, il 24% dei circa 440 musulmani ‘italiani’ interpellati nel corso di oltre tre anni di ricerche «sostiene la violenza in nome di Allah» e il 30% crede che «chi offenda l’Islam e i suoi principi debba essere punito».
Sono numeri agghiaccianti: significa che abbiamo centinaia di migliaia di musulmani pronti a sgozzare i ‘blasfemi’.
Ancora più inquietante, il 20% degli individui analizzati da Groppi nel corso del suo studio abolirebbe il crocefisso e le recite di Natale nelle scuole mentre il 44% rimpiazzerebbe la nostra legge con quella islamica, la Sharia.
Metà dei musulmani presenti in Italia vorrebbe, insomma, imporci la legge islamica.
Il dato più sconcertante a livello di sicurezza è sicuramente quello riguardante la propensione alla violenza. Se proiettato su una popolazione di circa 1 milione 700mila musulmani presenti in Italia il dato ci costringerebbe a fare i conti con 400mila individui pronti a giustificare la violenza nel nome di Allah e del Corano. E a questi andrebbero aggiunti gli oltre 500mila convinti della necessità di castigare o condannare chiunque non si attenga ai propri principi religiosi.
Ricordiamo che Groppi è lo stesso ricercatore che portò alla luce l’estremismo islamico dell’ex deputato marocchino del PD Khalid Chaouki, oggi presidente della moschea di Roma:

Michele Groppi sentito al telefono dal Giornale – pur definendo «teorica» una proiezione su scala nazionale del dato – difende la natura «statisticamente significativa» del campione su cui ha lavorato. «I dati sono maturati nel corso di tre anni e mezzo di lavoro durante i quali ho fatto sondaggi in 15 città italiane e girato per moschee, scuole e mercati lavorando su un campione quanto più eterogeneo possibile di oltre 440 persone e realizzando 200 passa e interviste. Quello utilizzato è un campione assolutamente significativo formato in base all’analisi demografica della popolazione musulmana in Italia. Anzi volendo considerare quanti si sono rifiutati di rispondere alle domande dovrei dire che la situazione rischia di essere più seria di quanto appare».

Sono d’accordo: via le moschee e punire i blasfemi.