OPEN ARMS, COMPLOTTO TOGHE ANTI-SALVINI: “VOGLIONO ABBATTERE ULTIMO OSTACOLO A INVASIONE”
OPEN ARMS, COMPLOTTO TOGHE ANTI-SALVINI: “VOGLIONO ABBATTERE ULTIMO OSTACOLO A INVASIONE”

Lui a processo, Carola libera. Lui a processo, Patronaggio libero. Lui a processo per avere difeso i confini, come da mandato popolare, loro liberi di trafficare nel primo caso e di favorire il traffico attraverso la farsa dei sequestri prodromici solo allo sbarco dei clandestini.
Il tribunale dei ministri di Palermo vuole mandare a processo Matteo Salvini per il caso dell’ong spagnola respinta ad Agosto, prima che il signor Patronaggio ne imponesse lo sbarco, proprio quando stava arrivando una nave militare spagnola a prendersi i clandestini: invece di indagare Patronaggio per complicità con gli scafisti (è stato decisivo per portare a conclusione il viaggio come promesso), processano chi ha difeso i confini.
L’ennesima richiesta di processo contro Salvini è delirante come quelle precedenti.
Anche in questo caso, i tre giudici estratti a ‘sorte’ del Tribunale dei Ministri hanno chiesto di procedere contro Salvini arrogandosi poteri di valutazione e di decisione politica spettanti esclusivamente all’autorità politica. Cioè spettanti esclusivamente al Ministro dell’Interno, che al tempo era Matteo Salvini.
In pratica, siamo nella situazione in cui un potere dello Stato – in questo caso rappresentato da una minoranza politicizzata di suoi membri – che cerca di usurpare compiti di un altro potere: quello esecutivo.
Eppure il Ministro dell’Interno, come ‘responsabile della tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica’, è l’autorità nazionale di pubblica sicurezza. Coordina i compiti e le attività delle forze di polizia esercitando la funzione di direzione dei servizi di ordine e sicurezza pubblica. Ogni sua decisione politica non può e non deve passare al vaglio di un giudice.
Il tentativo è chiaro: privare il ministro del suo potere di esercizio di un diritto e di adempimento di un dovere.
Siamo ad una vera ‘usurpazione dei poteri’, allo stravolgimento dello Stato di diritto, alla negazione dei diritti e delle libertà oltre che dell’Autorità dello Stato nella sua configurazione di ripartizione dei poteri.
Il tentativo, parte di un’offensiva più ampia, punta all’invasione legalizzata, alla negazione della sovranità e dell’indipendenza dello Stato grazie alla abolizione delle frontiere.
Mandare a processo Salvini, in questa come per il caso della Gregoretti, significa che chiunque si dirige via mare verso la costa italiana ha diritto ad un “place of safety” (POS), e il Ministro dell’Interno ha l’obbligo di indicarlo subito. E chiunque, pur privo di documenti e non identificato, ha diritto ad entrare nel territorio dello Stato. Il che è folle.
A questo darebbe il via il Senato votando per il processo.
Ma l’obiettivo vero è ‘colpire’ Matteo Salvini in quanto ostacolo a un preordinato progetto di disintegrazione dello Stato e di sconvolgimento etnico della società italiana.
Tanto per essere chiari: qui abbiamo settori di estrema sinistra della magistratura, di legalizzare l’invasione.
Per questo è un dovere schierarsi con Salvini.
Per questo è un dovere schierarsi con Salvini.
La richiesta di autorizzazione a procedere contro Salvini non ha altre motivazioni che quella di destrutturare lo Stato attraverso l’imposizione degli sbarchi e quindi l’immigrazione.
Un piano preordinato di invasione. Del resto lo abbiamo visto con la Sea Watch: la mobilitazione delle entità finanziate da Soros è stata fulminea. Subito sono partite le denunce contro Salvini nelle ‘giuste’ sedi, dove i dipendenti di Soros sanno di avere giudici ‘affidabili’, come scrivono loro nei documenti riservati.
Ergo: l’attacco a Salvini è un attacco alla sovranità nazionale. E’ il tentativo di sovvertire la sovranità popolare. Processo iniziato con il ritorno del Pd al governo per la quarta volta in sei anni senza passare da una vittoria elettorale.
Concludiamo con questa frase contenuta nella richiesta dei tre magistrati del tribunale dei ministri:
“il decreto sicurezza non può essere applicato a navi che soccorrono persone in difficoltà perché “il soccorso in mare è obbligatorio”.
Questa è eversione. Questa è una dichiarazione di guerra della magistratura rossa al popolo italiano. Non deve e non può rimanere senza risposta.
Parlare è inutile, prendere le armi è un obbligo. Quando?