NIGERIANO SCATENATO A MILANO: BOTTE A DONNA INCINTA E SASSATE AL BUS

Il raid contro una donna incinta. Il sasso scagliato contro un autobus. E poi il tentativo di aggressione a un autista, sventato dall’intervento di tre agenti della polizia locale.
E’ accaduto nel primo pomeriggio di venerdì a Milano, alla Stazione centrale. Protagonista un ventenne nigeriano appena sbarcato in città.
Il ventenne africano, uno dei tanti scaricati col barcone in questi anni, senza fissa dimora e sprovvisto di documenti, incrocia una signora in stato di gravidanza e le tira una scarpa in faccia, provocandole alcune ferite.
Poi raccoglie un sampietrino da terra e lo scaglia con violenza contro uno degli autobus che fanno quotidianamente la spola tra lo scalo ferroviario e l’aeroporto di Malpensa: il grosso sasso infrange il parabrezza del pullman.
L’autista scende per affrontare l’immigrato che scappa e poi ritorna armato di una spranga lunga più di due metri.
Bloccato dai poliziotti tenta di autolesionarsi, e allora i ghisa decidono di accompagnarlo in ospedale invece di terminarlo sul posto.
«Ringrazio i colleghi per la prontezza con cui hanno affrontato una situazione tutt’altro che semplice – ragiona il segretario del Sulpm Daniele Vincini –. Purtroppo, di casi del genere ne vediamo spesso: bisogna essere più attenti ed efficaci nei controlli sulle persone che arrivano nel nostro Paese, in particolare nei confronti di quelle che hanno evidentemente bisogno di aiuto da un punto di vista medico”.
Noi non siamo la risposta ai mali e le ingiustizie del mondo.
Stiamo perdendo la libertà di scegliere come vivere nel nostro Paese, credo che siamo nel bel mezzo di una “guerra” cruenta e tacita.
Non è normale rispondere con gentilezza alla violenza, e semplicemente da smidollati e da vigliacchi.