GLI INVASATI DELL’INTEGRAZIONE SONO IL VIRUS PIÙ PERICOLOSO: #ABBRACCIANOUNCINESE
GLI INVASATI DELL’INTEGRAZIONE SONO IL VIRUS PIÙ PERICOLOSO: #ABBRACCIANOUNCINESE
Pur di apparire ‘buoni’ ci farebbero infettare tutti.
“In tutte le grandi epidemie si cercano gli untori e qualcuno vuole speculare”. E’ la considerazione di don Mario Longo, da dieci anni alla guida della parrocchia della Santissima Trinità, nel cuore della Chinatown milanese, rispetto alla proposta di quattro amministratori leghisti del Nord di tenere in isolamento i bambini di rientro dalla Cina. “Invece di fare tutto questo pandemonio, dovrebbero essere più attenti allo smog prodotto dalle quattro regioni del nord che uccide milioni di persone all’anno. Invece dicono ai bambini cinesi di non andare a scuola, ma se sono arrivati in Italia sono stati controllati…”, nota il parroco, pronto ad accogliere come ogni pomeriggio “250 ragazzi di ogni colore e religione, che mangiano, fanno catechismo, giocano a calcio, basket e pallavolo”.
“Da noi è tutto normale, magari stiamo attenti a disinfettare un po’ di più le cose”, aggiunge don Mario. “Siamo sempre stati in mezzo ai cinesi, non capisco tutto l’allarme”, ha concluso.
A parte la nota predilizione di certi preti per i bambini, siamo in presenza di personaggi che con il loro fanatismo mettono tutti a rischio. Intanto l’ignoranza: non sono stati controllati. E non serve controllare visto il periodo di incubazione.
Coronavirus, anche leader CasaPound #abbracciauncinese
Fra i clienti, alcune sere fa, anche Simone Di Stefano vicepresidente nazionale di CasaPound. “E’ venuto venerdì sera, ma non si è seduto al tavolo, ha soltanto preso alcuni cibi ‘take away’ e poi, visto che proprio in quel momento stavo facendo delle foto con i clienti presenti, per pubblicarle, e ho chiesto di farla anche con lui, che mi ha abbracciato e io mi sono anche commossa: per me era un ‘normale’ cliente, non sapevo chi fosse”, racconta Sonia.Ma “non si è qualificato come leader di CasaPound, me lo hanno fatto notare alcune amiche dopo e io ho deciso di togliere la foto, anche se vedo che sta girando su Facebook con tanti commenti, perché ci tengo al fatto che nel mio ristorante non facciamo politica: qui può venire chiunque, di destra o di sinistra, in serata aspettiamo l’orchestra di Piazza Vittorio, che viene proprio per darci solidarietà e fare festa. Spero davvero che il mio ristorante torni a riempirsi di clienti: questa è la sola cosa che conta”, conclude la ristoratrice cinese del ‘Hang Zhou’.
I cinesi stanno colonizzando l’Esquilino, e uno dei leader di un movimento che si definisce ‘nazionalista’, favorisce questa colonizzazione finanziandola? Ottimo.
Un vero identitario mangia cinese in Cina. Magari dopo la fine dell’epidemia.
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