CORONAVIRUS, ORA L’ALLARME SALE SUI BARCONI
CORONAVIRUS, ORA L’ALLARME SALE SUI BARCONI

Il coronavirus dilaga. Una pandemia imminente, l’ha definita Anthony Fauci, direttore dell’Istituto americano per le malattie infettive.
E la minaccia più pericolosa per l’Italia non è la Cina, ma l’Africa. I barconi.
Negli ultimi dieci anni il Continente Nero è diventato un’immensa colonia cinese grazie ai 270 miliardi di dollari con cui Pechino – racconta Il Giornale – ha foraggiato la costruzione di porti, strade, dighe e ferrovie. La Cina, per il Parlamento Ue, ha finanziato il 18,9 per cento delle grandi opere sorte in Africa tra il 2010 e il 2018 e ne ha realizzato il 33,2 per cento. Mosse che hanno portato ad avere sul posto forza lavoro cinese con tanto di attrezzature e strumenti. Ed ecco che subentra il vero problema: in Africa, oggi come oggi, i cinesi superano il milione.
E questi Paesi non possono certo chiudere ai voli dalla Cina. La Cina se li è comprati.
E il discorso vale anche al contrario: grazie alle borse di studio elargite dalla Cina, nelle università di Pechino risiedono 80mila studenti africani, di cui almeno 4.600 si trovano a Wuhan epicentro del contagio. La caratteristica di studenti e lavoratori è proprio quella di viaggiare contribuendo così alla potenziale diffusione di un coronavirus che in Africa troverebbe una situazione sanitaria ‘ideale’ per diffondersi. E potrebbe essersi già diffuso senza che il sistema sanitario locale l’abbia registrato.
Il direttore dei Centri africani per il controllo delle malattie:“L'Africa è ad alto rischio per la diffusione del #coronavirus",rilevando che i contatti con la #Cina sono aumentati del 600% negli ultimi 10 anni,e afferma “Non ho mai visto un'epidemia dall'evoluzione così rapida”
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Particolarmente inquietante – prosegue il quotidiano e come già Vox aveva scritto giorni fa – per l’Italia è la lista dei 13 Paesi africani (Algeria, Angola, Costa d’Avorio, Congo, Etiopia, Ghana, Kenya, Mauritius, Nigeria, Sud Africa, Tanzania, Uganda and Zambia) dove il contagio, secondo la stessa Oms, sarebbe imminente. Stando ai dati del Viminale in testa agli arrivi vi sono, infatti, i clandestini di Algeria, Costa d’Avorio, Ghana e Nigeria.
Insomma, una vera emergenza globale. Che presto ci troveremo sui barconi. Se giù non c’è stata e non ce ne siamo accorti, visto che fino all’altro giorno non c’era alcun controllo, e che ora si limitano alla ‘febbre’, quando tutti sanno che il periodo di incubazione del virus può superare le due settimane.
Come ha sottolineato Michel Yao venerdi’ scorso in un’intervista all’Associated Press, il nuovo virus “potrebbe sopraffare i sistemi sanitari che abbiamo in Africa”. “Entro i prossimi giorni, forniremo ad almeno 20 Paesi africani il reagente necessario per testare i campioni per il virus”, aveva aggiunto.
Al momento, le misure di prevenzione non sembrano avere gli standard dei Paesi occidentali. Il governo dello stato di Lagos, seconda città della Nigeria, stato più popoloso del continente africano, ha consigliato ai viaggiatori che tornano dalla Cina e da qualsiasi Paese in cui sono stati accertati casi di coronavirus di osservare l’auto-quarantena all’arrivo a Lagos, megalopoli sull’Oceano Atlantico.
Certo, non ci sono controlli in quei paesi, e neppure i migranti che sbarcano vengono sottoposti a controlli sanitari.
State pur certi che nemmeno alla vista di barche cariche di infettanti i sinistri fermeranno l’immigrazione. L’unica speranza potrebbe essere il contagio degli equipaggi delle ong, ma sono sicuro che nemmeno lì si fermerebbero.
