CORONAVIRUS, ALTRI 600 CINESI IN ARRIVO A PRATO: “NON SAPPIAMO DOVE METTERLI”, È EMERGENZA
CORONAVIRUS, ALTRI 600 CINESI IN ARRIVO A PRATO: “NON SAPPIAMO DOVE METTERLI”, È EMERGENZA

posto il presidente Enrico Rossi.
La richiesta era arrivata da Xu Qiulin, rappresentante della comunità cinese di Prato: 600 suoi concittadini sarebbero pronti a rientrare in Italia, a Prato, ma non disporrebbero di un posto adatto per sottoporsi alla quarantena volontaria. Un richiesta corredata da una minaccia: o ci fornite le strutture adeguate, oppure li lasciamo liberi di circolare. Gli schiavisti cinesi non vogliono che i loro capannoni si trasformino in lazzaretti.
Ma qui la domanda è un’altra: è normale che ci siano capannoni atti a fabbriche dove gli operai schiavi dormono? Perché i governi, anche quello precedente, non hanno rastrellato e raso al suolo quello che è di fatto un territorio occupato da un cancro economico e sociale che alcuni idioti definiscono ‘imprenditori cinesi’?
La risposta del governatore toscano del Pd, fino all’altro giorno accoglione che abbracciava i cinesi, è stata: “Sentiamo dire di alcune centinaia di persone che starebbero per tornare dalla Cina senza avere una casa e che chiedono a noi di istituire centri di isolamento a Prato”, dichiara in una nota. “Sia chiaro: non allestiremo strutture temporanee che risolvano problemi di domicilio per chi non ne ha uno adeguato, come invece ci viene chiesto dagli imprenditori cinesi di Prato che adesso annunciano di voler negare gli alloggi a chi rientrerà dalla Cina, generando così situazioni di sfruttamento e illegalità”. Hai capito?
La soluzione proposta da Rossi è semplice: “Se ne restino in Cina. Le disposizioni del ministero – prosegue Rossi – parlano con chiarezza di una quarantena a domicilio volontaria sotto sorveglianza attiva da parte degli operatori sanitari”. Come sembrano lontani i giorni dell’”abbraccia un cinese” per il Pd toscano. “Voglio essere chiaro – prosegue Rossi – invito la comunità cinese e il console a garantire che coloro che sono senza domicilio adeguato non ritornino in Toscana. La questione ha un evidente risvolto nazionale e pertanto chiederò che anche il governo intervenga nei confronti delle autorità cinesi”.
Peccato che, intanto, altri 1500 cinesi sarebbero già rientrati a Prato dal loro Paese. All’appello, secondo alcune stime, ne mancherebbero ancora un migliaio e non 600.
La ricetta era semplicissima. Dal momento che il morbo infuriava a casa loro, conte, o chi per lui, doveva metterli in guardia: se esci e vai in cina ci rimani perché qua non rientri più. Era elementare, persino con la sua intelligenza rosicata ad un misero 60 da cercopiteco o nasica per somiglianza.
hanno preferito ignorare il coronavirus per combattere Salvini. Questi sono i risultati di un governo inetto
Ma che discorsi sono?Li mettano nelle coop!I negri si e loro no?E non é fasciorazzismoleghismonazismononinclusiveapritegliaeroportianchealorolegatevituttialpd???Eh, no!Mo ve li pijate!Siete rossaccoglioni?Guarda quante risorse e questi sanno pure lavorare!
Tanto, corona più, corona meno, il virus IMPERAT!
Tanto, corona più, corona meno, il virus IMPERAT!
MBarate dalle isole mauritus, lasciateli sull’aereo o rimandateli indietro coglioni