sabato 21 dicembre 2019

STATO DI POLIZIA: TUTTI INTERCETTATI DAGLI AMICI DI DI MAIO E POI SUI GIORNALI






STATO DI POLIZIA: TUTTI INTERCETTATI DAGLI AMICI DI DI MAIO E POI SUI GIORNALI



I cittadini intercettati e i loro affari pubblicati liberamente dai cagnolini da riporto dei magistrati che siedono nelle redazioni dei giornali, mentre i clandestini sono liberi di vagare illegalmente nel nostro Paese. E’ uno Stato di polizia tragicomico:


Sarà del pm e non più solo della polizia giudiziaria la scelta delle intercettazioni rilevanti e gli avvocati potranno estrarne copia. Sono due punti del decreto intercettazioni approvato dal CdM.
Il giornalista che le pubblica non rischia più l’incriminazione per violazione di segreto d’ufficio.
Per le indagini in corso valgono le regole attualmente in vigore, le nuove si
applicheranno a partire dal 1° marzo.


Osceno. In pratica, legalizzata la rivelazione di segreto istruttorio…
Ci appelliamo al Presidente della Repubblica, perché fermi il violento ed incostituzionale aggiramento del Parlamento realizzato con il decreto legge intercettazioni, cui -al di là del merito- difettano totalmente i requisiti di necessità ed urgenza. Se fosse un giorno la Consulta a dichiarare incostituzionale il decreto, verrebbero travolte tutte le intercettazioni nel frattempo effettuate, con pesantissimi effetti sui processi”. Lo afferma Enrico Costa, responsabile Giustizia di Fi.”La riforma delle intercettazioni -aggiunge- è del 2017 e non entra mai in vigore, per effetto di ben tre rinvii. Bonafede se la prende comoda, dorme un anno e mezzo anziché modificarla con legge ordinaria, e si sveglia solo oggi, a 10 giorni dall’entrata in vigore, per stravolgerla con urgenza attraverso un decreto legge. Però, contemporaneamente, decide di rinviarne di altri due mesi l’entrata in vigore. Dove sono i requisiti per la decretazione di urgenza? Come può essere ammissibile intervenire con decreto legge in una materia delicata come quella delle intercettazioni? Ad altri governi non fu consentito. Una procedura incostituzionale, cui il governo ha aderito, perché è la contropartita da offrire al Pd per far partire lo stop alla prescrizione. Già Bonafede ha sbianchettato il nome del giurista Orlando dalla riforma della prescrizione, non gli avrebbero permesso di oscurarlo anche da quella delle intercettazioni”.











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