RACKETE IRRIDE L’ITALIA: “SEAWATCH TORNA FINALMENTE IN MARE”
RACKETE IRRIDE L’ITALIA: “SEAWATCH TORNA FINALMENTE IN MARE”

Esulta per il ritorno in mare della sua nave la trafficante umanitaria Carola Rackete su Twitter. Celebrando la decisione dei giudici del tribunale di Palermo, che ieri hanno disposto il dissequestro amministrativo della Sea Watch 3.
“La Sea Watch 3 bloccata in porto per quasi sei mesi è stata finalmente dissequestrata dai giudici”, ha scritto la Rackete sul suo account. “La giustizia alla fine ha prevalso – delira il tweet in lingua inglese – ma non ci saremmo affatto trovati in questa situazione se l’Unione europea avesse agito in modo solidale e trovato una soluzione anni fa per la distribuzione dei rifugiati”. “Adesso – esorta – è ora di farlo”.
Ieri un’altra Ong, Mediterranea Saving Humans, aveva lanciato un’iniziativa per il dissequestro di tutte le navi bloccate nei porti italiani per effetto dei due decreti varati dall’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Il volto della campagna lanciata per spingere il nuovo governo a cancellarli è quello dello scrittore Roberto Saviano. “Qualcuno dice che non lo faranno, che non firmeranno, perché non porta voti. E invece secondo me firmeranno eccome, perché una loro firma salverà molte vite”, ha twittato il blogger. L’appello è al Viminale e al ministero della Difesa.
La Sea Watch 3 era stata sequestrata nell’ambito dell’inchiesta che vede imputata la comandante, Carola Rackete, per resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e resistenza o violenza contro nave da guerra. A fine settembre il pm della procura di Agrigento, Gloria Andreoli, aveva disposto il dissequestro penale. La nave, però, era rimasta nel porto di Licata, nell’Agrigentino, in attesa della rimozione del sequestro amministrativo, che era stato deciso, proprio ai sensi del decreto sicurezza bis, per le ripetute violazioni del divieto di ingresso nelle acque territoriali italiane.
La nave che si è rifiutata di obbedire agli ordini e ha penetrato le acque italiane. Senza che la guardia costiera dell’ectoplasmico Toninelli muovesse un remo. Ovviamente, in direzione Lampedusa: giurisdizione di Patronaggio.
Questa è una dichiarazione di guerra da poteri ostili all’Italia. Un tentativo, eversivo, di pilotare e condizionare la politica migratoria italiana.
E, in tutto questo, non si può non notare la complicità dei grillini con il contemporaneo attacco a Salvini:
Lui processato per avere difeso i confini, l’ong criminale che ha speronato una nave militare italiana che viene appoggiata dal tribunale di Palermo.
Perché sia chiaro, quanto sta accadendo è come un colpo di Stato: abbiamo un potere dello Stato che travalica le proprie prerogative e, ormai da mesi, fa tutto per aprire i porti.
Come dimenticare Patronaggio:
La sinistra vuole governare attraverso le toghe rosse dopo essersi ripresa il governo per la quarta volta in sei anni senza passare dalle elezioni.
C’è un settore ampio ed estremista della magistratura che odia l’Italia e lavora per la sua destrutturazione sociale ed etnica.
https://twitter.com/KasperCarlo_bis/status/1194053892092448774?ref_src=twsrc%5Etfw
Come altro definire, questo schifo andato in scena a Lampedusa:



Il peggior nemico lo abbiamo in casa!
Prima di puntare i cannoni verso i confini dovremmo girarli verso l’interno.