venerdì 20 dicembre 2019

AMMIRAGLIO DE FELICE DIFENDE SALVINI: “HA PROTETTO I CONFINI, DA TOGHE ATTACCO POLITICO”







AMMIRAGLIO DE FELICE DIFENDE SALVINI: “HA PROTETTO I CONFINI, DA TOGHE ATTACCO POLITICO”







Quello contro Salvini è “un attacco politico”, sferrato contro un ministro dell’Interno che ha semplicemente “assicurato la sovranità dello Stato nelle sue acque territoriali”.
L’ammiraglio Nicola De Felice smonta punto per punto l’impianto accusatorio del Tribunale dei ministri di Catania che, ribaltando la decisione della stessa Procura del capoluogo etneo – che aveva deciso di archiviare il procedimento – vuole processare Matteo Salvini per sequestro di persona, per il caso della nave Gregoretti.

“La stessa decisione del Tribunale dei ministri”, prosegue l’ammiraglio De Felice, “appare un inverosimile attacco politico, in quanto non tiene minimamente conto che l’ex ministro dell’Interno ha agito in quel modo garantendo la doverosa azione politica che ha permesso di assicurare la sovranità dello Stato nelle sue acque territoriali, in ossequio alla Legge del Mare delle Nazioni Unite ed al Codice della Navigazione, sulla base della tutela degli interessi nazionali definiti dell’autorità politica democraticamente eletta dal popolo sovrano, ai sensi dell’articolo 1 della Costituzione”.
Dunque quella del Tribunale dei ministri sarebbe una forzatura tesa anche a delegittimare l’azione del Pm Zuccaro, che aveva proceduto con l’archiviazione. “Secondo l’autorevole giudizio del dottor Zuccaro”, spiega De Felice, “non ci sono dubbi: sul caso della nave Gregoretti, per Salvini andava chiesta l’archiviazione”. Così si legge nella parte finale del documento firmato da Zuccaro: “Si ritiene che l’avere prolungato per circa tre giorni la permanenza a bordo della nave Gregoretti dei migranti salvati in mare da unità militari italiane – garantendo comunque loro assistenza medica, viveri e beni di prima necessità, e consentendo l’immediato sbarco di coloro che presentavano seri problemi di salute e dei minorenni – e ferma restando l’intenzione ministeriale di assegnare il Pos in tempi brevi consentendo lo sbarco ed il trasferimento in “hotspot” per la fase di identificazione, non costituisca una illegittima “privazione” della libertà personale punibile ai sensi dell’art. 605 c.p”.
De Felice sposa in pieno la tesi di Zuccaro e giudica un chiaro attacco politico la decisione del Tribunale dei ministri. E lo fa citando anche il caso di Carola Rackete. “Nel frattempo nessuno si preoccupa del dissequestro della nave Ong Sea Watch 3 della Carola Rackete che ha infranto le norme internazionali, calpestato le leggi nazionali sulla sicurezza e speronato una nave da guerra italiana (riconosciuta dalla Cassazione), mettendo a repentaglio la vita di 5 dei nostri militari. Siamo oramai fuori da ogni oggettiva logica del buon senso!”















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