sabato 21 dicembre 2019

AFRICA: 8 PAESI LASCIANO IL FRANCO CFA E IL GUINZAGLIO FRANCESE










AFRICA: 8 PAESI LASCIANO IL FRANCO CFA E IL GUINZAGLIO FRANCESE





Otto dei 15 Paesi dell’Africa occidentale (comunità economica ‘Ecowas’: Benin,Burkina Faso,Costa d’Avorio, Guinea Bissau,Mali,Niger,Senegal,Togo) mettono fine al franco Cfa che li legava alla Francia.


‘Eco’ è la nuova moneta unica,in vigore da luglio 2020. E’ svolta storica. E’ anche la fine della centralizzazione del 50% delle riserve nel Tesoro francese. E “metterà fine alle illazioni sul franco Cfa”,dice l’Eliseo. L’Italia, al tempo dello scorso governo, accusò Parigi, col “franco coloniale”, di soffocare l’economia locale e non permettere sviluppo e causare la fuga dei clandestini in cerca di fortuna.
Sarebbe comodo cavalcare quest’idea, ma siamo onesti: non è così. Certamente la Francia utilizza anche questa moneta per mantenere un controllo politico sulle sue ex-colonie, ma lungi dall’essere un danno, è per quei Paesi un fattore di stabilizzazione economica. Ora avremo un test in vivo: speriamo abbiano ragione gli altri e non Vox.
La situazione è simile allo SME, il sistema di cambi fissi che portò all’Euro. Il Franco CFA è una valuta agganciata ad un rapporto di cambio fisso con l’Euro. Questo danneggia ovviamente certi settori dell’economia di quei paesi ma ne avvantaggia altri. Essendo un sistema a cambio fisso la Francia è garante di quel tasso e per questo le banche centrali africane (ebbene sì, esistono) hanno depositato del denaro presso quella francese che viene utilizzato per compensare eventuali fluttuazioni del cambio.
Ma, al di là del fatto che sia o meno un fattore positivo o negativo, non c’entra nulla con i barconi. E lo spieghiamo.
Il Franco CFA (acronimo di Comunità Finanziaria Africana) è la moneta utilizzata in 14 stati africani: Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Guinea-Bissau, Mali, Niger, Senegal, Togo, Camerun, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Gabon, Guinea Equatoriale e Ciad.
Da questi Paesi, praticamente, non sale quasi nessuno sui barconi. Tranne ivoriani e senegalesi. Ma comunque una parte non certo maggioritaria.
Le prime tre nazionalità di richiedenti asilo in questi ultimi anni sono state, nell’ordine, nigeriani, pakistani e bengalesi.
Queste le nazionalità di chi è sbarcato:








Mentre i pakistani arrivavano prevalentemente attraverso i confini orientali.
Quindi, il neocolonialismo francese non c’entra con i barconi. Anzi, in teoria, potrebbe anche essere un fatto di stabilizzazione.
In Italia arrivano i soldati della mafia nigeriana, non i fuggitivi dal Franco CFA.


La libertà costa
Ognuno paghi il prezzo della sua libertà




È risaputo che la Francia mantenga ora un vasto controllo e dominio di tipo neocoloniale nei confronti di una buona parte dell’Africa degli Stati Africani



Scusate per errori di certo tipo, la mia tastiera è pazza


La libertà ha un prezzo, anche molto elevato, per questo i sistemi liberali con suffragio universale sono realizzazioni contemporanee, anche se le idee giravano da molto prima. La democrazia antica più compiuta, Atene, era limitata a poche migliaia di individui, ed era possibile solo grazie alle spoliazioni degli ‘alleati’ delio-attici. Questo è anche uno dei motivi per cui i paesi africani non godono di nessuna democrazia reale a meno che non sia vigilata da qualche potente padrino, vedasi la Liberia, ed anche lì le cose sono andate tutt’altro che lisce. Imporre la democrazia può avere effetti devastanti per una società non pronta dal punto di vista intellettuale ma anche economico. Purtroppo i fiocchi di neve, cui riconduco molti dei mali del mondo contemporanei a causa della loro capacità di lobby, riescono a piegare i governi delle nazioni occidentali a scelte scellerate, suicide per le nazioni di cui fanno parte e deleteri per quelle che subiscono le attenzioni ‘democratiche’. Credo che i paesi africani dovrebbero sottostare ad una sorta di sovranità limitata, per il loro stesso bene, ed anche quello del pianeta. L’africa è un bene dell’umanità, è il continente più ricco di vita di ogni specie e più accogliente per la vita umana. Forse ‘troppo’, tanto che le popolazioni locali in decine di migliaia di anni non si sono mai discostate dalla caccia e raccolta a ufo delle risorse locali. Le difficoltà invece mentre crearono una forte pressione selettiva, anche intellettuale, nelle regioni temperate, ha permesso di ingegnarsi nello scoprire nuovi modi per piegare un ambiente molto meno favorevole. Se non si fosse inventata l’agricoltura non solo non avremmo le civiltà, ma l’uomo non sarebbe in grado di vivere a nord del 30° parallelo. In Africa la sfida verso l’evoluzione, anche biologica, è iniziata praticamente a metà dell’ottocento con i primi insediamenti di lungo periodo degli europei. Ma la strada è lunga, ammesso che possano vincerla, il problema è che vorrebbero prendere la scorciatoia prendendo le risorse create in millenni di lavoro e fatiche a nord del 30° parallelo.



Anche quattro straccioni africani riescono ad uscire da un sistema monetario unico, solo l’euro è irreversibile come ebbe a dire quel tale di cui ora ci sfugge il nome.
Una Patria, dal Rodano al Carnaro.

















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