venerdì 1 aprile 2022

 BREAKING NEWS, CRIMINI IMMIGRATI, INVASIONE, LOMBARDIA

IUS SCHOLAE. SMANTELLATA ‘GANG 88’, 19 FIGLI DI IMMIGRATI ARRESTATI A BRESCIA: TUTTI DIVENTATI ‘ITALIANI

MARZO 30, 2022








E’ una vera e propria emergenza nazionale quella dei figli degli immigrati. I ricongiungimenti familiari sono un crimine contro il nostro futuro. Vanno abrogati. E bisogna tornare allo ius sanguinis integrale, altro che ‘ius soli’ o come lo chiamano ora ‘ius scholae’.

Quindici ragazzi poco più che ventenni, sono stati arrestati dai carabinieri di Gardone Valtrompia e Gussago, nel Bresciano, per alcuni episodi di furti e rapine, nei confronti di minorenni e ventenni.

Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la persona e il patrimonio, in particolare lesioni, furti e rapine, nonché dei reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e di porto di oggetti atti ad offendere.

Coinvolti anche quattro minorenni che devono rispondere di reati contro la persona e il patrimonio, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.


PD e M5s vogliono dare la cittadinanza italiana alle baby gang di immigrati con lo Ius Scholae

Sono ossessionati dal masochistico desiderio di destrutturare l’identità italiane. Ammontano a 728 gli emendamenti presentati in commissione Affari Costituzionali alla Camera al testo sul cosiddetto Ius scholae, elaborato dal relatore e presidente (grillino) Giuseppe Brescia. Di che cosa si tratta? Praticamente di un surrogato dello Ius soli, sogno sempre inseguito ma mai (finora) realizzato dalla …





Complessivamente sono state emesse 4 custodie cautelari in carcere, 4 in carcere minorile emesse dall’Autorità minorile, 8 agli arresti domiciliari e 3 misure cautelari dell’obbligo di dimora con obbligo di permanenza notturna. Un’indagine nata nel 2029 dopo alcuni episodi di furti e rapine, avvenuti a Brescia e provincia. È emersa l’esistenza di una banda giovanile, denominata dagli stessi giovani “Gang 88”, “che faceva dell’appartenenza al gruppo un punto di forza per i singoli partecipi e, al contempo, strumento di intimorimento nei confronti delle vittime” secondo chi indaga.

Nelle prime ore del mattino, nella provincia di Brescia, su ordine del gip e richiesta della procura, i Carabinieri del Comando Provinciale hanno dato esecuzione a 19 ordinanze di custodia: 15 nei confronti di soggetti, poco più che ventenni, ritenuti presunti responsabili, a vario titolo, dei reati di “associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la persona e il patrimonio, in particolare lesioni, furti e rapine, nonché dei reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e di porto di oggetti atti ad offendere”; e 4 nei confronti di minorenni a cui vengono contestati reati contro la persona e il patrimonio, e reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Un’ operazione, con 135 militari per eseguire 4 custodie cautelari in carcere per maggiorenni, 4 in carcere minorile, 8 misure cautelari degli arresti domiciliari, 3 obblighi di dimora con obbligo di permanenza notturna. Eseguite anche 23 perquisizioni domiciliari per altrettanti indagati. Gli arrestati sono tutti cittadini italiani, molti – praticamente tutti – con famiglie di altri Paesi migrate nel Bresciano. Alcuni studenti, altri lavoratori.

La ‘Gang 88′ faceva dell’appartenenza al ”gruppo” un punto di forza per i singoli partecipi e, al contempo, strumento di intimorimento nei confronti delle vittime. I furti e le rapine avvenivano quasi sempre ai danni di coetanei, nelle vicinanze delle scuole, vicino alle fermate dei mezzi pubblici. Talvolta i ragazzi nel mirino era compagni di istituto. In gruppetti da tre le avvicinavano e strappavano le collane. Chi subiva gli assalti spesso non denunciava per timore di ritorsioni perche’ i ragazzi della banda li minacciavano.

Non solo, stando alle indagini, i giovani della gang avevano una dimensione social molto spiccata, tanto che mostravano i bottini di furti e rapine (quasi sempre erano collanine d’oro), le armi con cui le compivano e la droga che alcuni di loro spacciavano. Sempre attraverso i social comunicavano tra loro e anche coi clienti ai quali vendevano la droga.











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