mercoledì 2 marzo 2022

 BREAKING NEWS, CRIMINI IMMIGRATI, EMILIA

MAFIA NIGERIANA TERRORIZZA L’EMILIA, LO STATO CHE L’HA TRAGHETTATA RISPONDE CON QUALCHE ARRESTO – VIDEO

MARZO 2, 2022








































Pensano di risolvere un’emergenza demografica con qualche arresto, che poi tra l’altro si tradurrà in pochi mesi di carcere. Illusi. Questa è una guerra, altro che inviare armi in Ucraina.

Lo Stato che ha traghettato in Italia la mafia nigeriana è complice della mafia nigeriana.

Una guerra tra due diversi gruppi di mafia nigeriana è al centro di un’operazione della squadra mobile della Polizia di Reggio Emilia, che ha eseguito 10 misure cautelari e 15 perquisizioni a carico di 25 persone, accusate di associazione a delinquere di stampo mafioso, e altri reati aggravati dal metodo mafioso: risse, lesioni, rapine.

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L’indagine, coordinata dalla Dda di Bologna, ha ricostruito la presenza e operatività a Reggio Emilia della mafia nigeriana dal 2015 e una serie di episodi il cui movente era da attribuire a contrasti tra le fazioni o ‘cults’.

Ad esempio nel 2015 una violenta rissa scoppiata all’esterno della stazione ferroviaria reggiana e, in successione, altri fatti violenti che hanno suscitato allarme sociale, nel complesso industriale dismesso delle ex officine Reggiane.
Gli indagati sono accusati di appartenere a due ‘cults’, diretta promanazione delle confraternite in Nigeria: ‘Supreme Vikings Confraternity’ e ‘National Association of Air Lords’, conosciuta anche come ‘Supreme Eiye Confraternity’.
“L’impegno nella lotta alla criminalità organizzata da parte della Polizia di Stato, con il puntuale coordinamento della Dda della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna, è improntato, in provincia di Reggio Emilia, a una costante e metodica opera di analisi e contrasto, che non trascura nuove insidie e, quindi, nuove sfide investigative”, commenta il questore Giuseppe Ferrari secondo cui l’operazione “al di là delle responsabilità individuali che andranno accertate nelle sedi opportune, testimonia uno sforzo, sempre teso a ‘leggere’ il contesto criminale emergente dal territorio.









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