BREAKING NEWS, CENSURA, CRIMINI IMMIGRATI
GIORNALISTA: “DOBBIAMO PUBBLICARE SOLO BUONE NOTIZIE SUI MIGRANTI”
MARZO 15, 2022
Le dozzinali menzogne dei media italiani sulla situazione in Ucraina, ci ricordano come i giornalisti siano a libro paga del sistema. E che mentano continuamente. Su tutto. Su tutto quello che interessa il sistema.
In primis negando i danni dell’immigrazione.
Quando leggete la notizia di un immigrato che restituisce un portafoglio, stile ‘uomo morde cane’, non meravigliatevi, i giornalisti le vanno a cercare con il lanternino.
“L’informazione deve assumersi l’impegno e la responsabilità di rivolgersi all’opinione pubblica non solo per quello che racconta, ma come lo racconta”, dice Franco Elisei, presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche, dimenticando che il dovere di un giornalista è raccontare la verità, senza colorarla.
Il personaggio è intervenuto come rappresentante del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti alla presentazione, a Roma, del documento dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza “L’inclusione e la partecipazione delle nuove generazioni di origine immigrata”.
In pratica, un altro boiardo di Stato che si occupa degli immigrati e non degli italiani. Fatti pagare lo stipendio da loro.
Tornando al capo dei giornalisti: “Non si può prescindere dalla percezione o convinzione che si crea nell’opinione pubblica nei confronti del fenomeno migratorio e in questo senso l’informazione può dare una mani fondamentale al processo di inclusione e partecipazione attraverso le Carte deontologiche (veri e propri manuali di autocensura come Carta di Roma)”.
Elisei ha offerto un decalogo che il giornalista dovrebbe adoperare nel trattare il fenomeno migratorio. Innanzitutto, “attenzione a linguaggi appropriati e all’uso di parole giuste per raccontare in modo corretto” le migrazioni.
In secondo luogo, “evitare stereotipi, semplificazioni affrettate e luoghi comuni”: “La paura della diversità – osserva – porta ad atteggiamenti razzisti, facendo crescere la percezione di minaccia e non di fenomeno sociale”.
Poi il bizzarro invito a pubblicare “buone notizie, alle integrazioni già riuscite”. Si deve “informare usando la bussola della correttezza”, “evitare il sensazionalismo e la spettacolarizzazione”, fare “attenzione a un uso corretto delle immagini”, che hanno “un impatto ancora più forte delle parole, basti pensare alle immagini degli sbarchi dei migranti”.
Insomma: censurate le notizia negative, che sono il 99 per cento, e mettete in evidenza le ‘buone notizia’.
Gli ultimi tre punti del decalogo riguardano “l’attenzione ai social, a informazioni ibridate e false (lui che parla di notizia false!!! ndr…)”, “il rispetto della dignità delle persone”, “l’attenzione a vicende che riguardano i minori”, perché, conclude Elisei, “c’è diversità di trattamento delle notizie che riguardano i minori italiani e stranieri”.
La diversità di trattamento è legata ai diversi comportamenti: semplicemente delinquono di più.
Moana
La buonanima di mio padre sosteneva, or sono 45 anni, che per i giornalisti ci sarebbe voluta la museruola. Allora non ero convinto, ma devo ricredermi. Un buon compromesso è mandare in galera chi diffonde notizie false (come già per l’aggiotaggio. Vlad docet). Però, anche questo sistema si presta ad abusi: chi valuta la correttezza dell’informazione?
Ti credevo donna dal nome, forse è un acronimo.
L’aggiottaggio è reato in quanto si presume che le notizie fuorvianti spingano gli investitori ad acquistare o vendere titoli su una base errata, arrecando un danno economico a volte rilevante, mentre se si afferma su di un giornale che un certo fatto è commesso da un italiano anziché citare il vero paese d’origine non accadrebbe nulla di irreparabile. Secondo la mia teoria sarebbero rei di diffamazione e non del reato da te menzionato.
una t era sufficiente
il “Presidente-Ordine-Giornalisti-Marche” : nientemeno!
aaahh ! The-Poor-Little-Bastard !
a quel che avrebbe detto il “presidente”
di una ciurma di rinnegati – prezzolati – pennivendoli i quali formano una anomalia mondiale, pressoché quasi esclusivamente italiana…..a quel che avrebbe detto colui,
i “giornalisti” sarebbero dei filantropi che operano esclusivamente per il bene dell’Italia.
invece si tratta prevalentemente di corifei catto-comunisti sostenitori osceni di una degenerazione epocale…..