Le notizie della Val Di Sieve
mercoledì 28 novembre 2018
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INVASIONE
MILANO, 59 IMMIGRATI VOGLIONO ESSERE ESPULSI: NON CI RIESCONO!
NOVEMBRE 27, 2018
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In nemmeno sei mesi Salvini ha fatto cose straordinarie. Ricordiamoci come era stata chiusa la scorsa legislatura: eravamo sull'abisso dell’approvazione dello ius soli. Ora ci troviamo con gli sbarchi diminuiti dell’80 per cento e con l’approvazione del Decreto Salvini che dilata i tempi per la concessione della Cittadinanza, elimina la protezione umanitaria (di fatto facendo uscire dagli hotel 100mila fancazzisti) e azzera il famigerato piano di colonizzazione Sprar. Chi di noi non avrebbe firmato per questi risultati, a febbraio?
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Ma come nello sport, ottenuto un risultato, per quanto straordinario, si deve guardare al prossimo obiettivo. E il prossimo obiettivo sono i rimpatri di massa. E qui, se davvero Salvini vuole mantener la promessa:
Il lavoro da fare è immane.
Al momento nemmeno si riesce a rimandare a casa propria chi lo chiede. Solo a Milano, per esempio, ci sono sul tavolo della Questura 59 richieste di ritorno volontario già autorizzate dalla che non possono realizzarsi per problemi che Salvini ha definito ‘burocratici’.
Ok. Ma se vogliamo liberare l’Italia dal mezzo milione di clandestini è tempo di sbarazzarsi dei problemi burocratici: si usi la ruspa anche per questo.
Ma al di là di questo caso particolare, pensare di svuotare l’Italia dal mezzo milione di clandestini, usando il cucchiaino dei voli charter è, come ha riconosciuto Salvini, impossibile.
In Italia ci sono circa 600mila clandestini. Quanto impiegheremmo a rimpatriarli? Beh, utilizzando gli aerei militari da trasporto non troppo tempo.
L’Italia possiede 22 C-130
. L’aereo può trasportare comodamente 100 clandestini a botta, con accompagnatori. In teoria, se ci fosse la volontà, ogni viaggio potrebbe trasferire lontano dall'Italia ben 2.200 clandestini. Con un solo viaggio a settimana, un ritmo nemmeno tanto frenetico, si potrebbero espellere più di 114mila clandestini in solo 1 anno: 560mila nel giro di una sola legislatura.
E questo esclusi gli altri aerei civili che il governo potrebbe noleggiare.
Il costo per ora di volo si aggira sui 6/7mila euro compresa la manutenzione
. Tenendo conto che mediamente parliamo di 10 ore di volo tra andata e ritorno (ad esempio la Nigeria), il costo totale dell’espulsione ogni anno di 114mila clandestini ci costerebbe solo 80 milioni di euro. Una bazzecola rispetto ai 5 miliardi di euro che spendiamo per tenerli in hotel.
Ovviamente non è così semplice, ci vogliono accordi con i Paesi di provenienza, ma anche questo problema è superabile con un iniziale spostamento dei clandestini in un Paese terzo – metodo israeliano – e, oltretutto, con tutti i fondi che versiamo agli Stati africani – sia direttamente che attraverso le rimesse dei loro immigrati regolari -, potremmo minacciarli di blocco trasferimenti in caso si rifiutino di riprendersi i loro clandestini.
Insomma, per eliminare dal territorio nazionale i vari Oseghale spenderemmo solo 500 milioni di euro in una legislatura. Le coop rimarrebbero a bocca asciutta e i nostri aerei militari servirebbero finalmente a proteggere le frontiere invece di andare a fare guerre inutili al servizio di Washington.
E, magari, un’altra Pamela non sarà fatta a pezzi.
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