E’ iniziato lo smantellamento del campo nomadi di Gallarate, in provincia di Varese. Nonostante il rifiuto da parte di quasi tutti gli zingari della proposta che prevede mille euro a clan (una tantum per togliersi dai coglioni) e la possibilità di un alloggio temporaneo in tenda riscaldata, ma solo per le famiglie con anziani.
Ma a difendere gli zingari, da uno sgombero considerato “ingiusto”, ecco il PD locale – per i bambini che devono andare a scuola! – e l’europarlamentare Pd Cécile Kyenge.
I sinti devono ai contribuenti locali 70 mila euro di arretrati di bollette di luce e gas non pagate. Perché il sindaco di sinistra sorvolava.
Ieri gli sgomberati, sentiti dalla trasmissione La Zanzara di Cruciani, hanno minacciato: “Cosa pensa di essersi liberato di noi?”, rivolgendosi al sindaco leghista Andrea Cassani. “Ci mette in tende come cani – aggiunge un altro – dove andiamo a dormire sopra i tetti? Si dovrebbe vergognare”. Un’altra persona spiega che “noi siamo qui secolari di Gallarate” e aggiunge una frase che sa di minaccia nei confronti del primo cittadino: “Cosa pensa di liberarsi di noi? Ma io ti vengo a dormire in casa signor sindaco. Devi curarti adesso perché noi non ce ne andiamo via”.
Staremo a vedere.
Secondo una donna sinti “si deve vergognare questa gente qua, perché sta facendo pubblicità per le Europee, ci paragonano ai Casamonica ma noi siamo un’altra cosa, vogliamo stare qui dove siamo nati, vogliamo dormire qui”. E poi, La Zanzara intervista telefonicamente il signor Alessio Ferrari (nome italianissimo, per infiltrarsi meglio) e la moglie, ex inquilini del campo e ora inferociti perché costretti, a loro dire, a dormire “sotto ai ponti”.
Ed ecco la Kyenge: “Sgombero che sa di ingiusto, a Gallarate si stanno attuando decisioni e azioni discriminatorie nei confronti dei più deboli, nel tentativo di esasperare ancora di più il clima sociale”.
Sgomberare gli abusivi è ‘discriminazione’. Forse in Congo.
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