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MILANO CITTÀ AFRICANA: RAGAZZE VIOLENTATE E MASCHI PESTATI, ITALIANI PREDE DEI MIGRANTI – VIDEO
GIUGNO 11, 2023
Milano è città nordafricana. Insicura per chi la vive. A meno che non si faccia scortare nel tragitto tra scuola e casa come quelli della Bocconi.
Su questa notizia:
Milano è una città nordafricana. Insicura per chi la vive. A meno che non si barrichi in casa la notte o non si faccia scortare nel tragitto tra scuola e casa.
A Capodanno, e non solo, hanno dimostrato che le femmine le violentano. I maschi, invece, li pestano:
Centinaia di ragazzi radunati ai giardini di via Benedetto Marcello per festeggiare la fine della scuola venerdì sera. Musica, drink, chiacchiere davanti al liceo Scientifico Volta. Ma a un certo punto “abbiamo visto gruppi di “infiltrati“ che si sono uniti alla folla”. E sono scattate le aggressioni.
“Provocazioni ad arte, solo per scatenare reazioni e avere il pretesto di picchiare e derubare”. Due studenti di 18 anni sono finiti al pronto soccorso del Policlinico, uno con un taglio sulla fronte e l’altro, stando alle testimonianze, con il naso fratturato e traumi alla mandibola. Un terzo è stato soccorso sul posto e non ha avuto bisogno del trasporto in ospedale. E nella calca “sono sparite una catenina d’oro e cellulari”, racconta un papà.
Questa la cronaca di ieri notte. Pestaggi poco prima delle 2 durante il tradizionale party spontaneo organizzato da un gruppo di studenti del liceo scientifico Alessandro Volta attorno alla fontana monumentale dei giardini dedicati a Falcone e Borsellino, che ha richiamato centinaia di ragazzi di più scuole superiori. Giovani di 15, 16, 17 anni e neo maggiorenni. “Una festa che organizziamo da anni – spiega uno dei promotori –: portiamo le casse per ascoltare la musica, c’è un dj, portiamo da bere. Un evento spontaneo” che si diffonde tramite social e chat.
Una festa che però scatena le proteste dei residenti dei palazzi attorno, i quali denunciano “assembramenti già dalle 22 fino a notte fonda. Poi vendite di alcolici anche ai minorenni e nessun controllo. A bordo strada c’erano alcune auto di genitori in attesa dei loro figli. Ma molti ragazzi erano soli, e sono rimasti in via Benedetto Marcello fino alle 2 di notte. E qualcuno si è sentito male per l’alcol già alle 21”.
La musica, stando alle testimonianze, è andata avanti fino all’1.30. Poi la situazione è degenerata ed è culminata con le aggressioni agli studenti da parte di altri giovani, arrivati dall’esterno e descritti come stranieri. I pestaggi hanno richiamato l’attenzione di abitanti che si sono affacciati alle finestre e qualcuno ha poi ripreso l’ambulanza in strada, con la folla attorno.
“Questa festa – racconta uno degli organizzatori – si svolge da anni, è una tradizione. È un raduno spontaneo ma è comunque presidiato: fino al momento in cui abbiamo spento la musica c’erano le forze dell’ordine a monitorare la strada”. Le aggressioni si sono scatenate dopo, “evidentemente i gruppi di “infiltrati“ hanno aspettato il momento giusto per agire”. All’arrivo di una Volante, poco dopo le 2, la folla si era già dispersa.
Quintus Caedicius Brutus
”Anche se non siete interessati alla guerra culturale vi trascineranno al fronte. Succede in una grande capitale occidentale: pronomi neutri obbligatori a scuola, teatri senza bianchi, giornate del velo islamico, via le feste cristiane, infermiere costrette a partecipare all’eutanasia (pena il licenziamento) e chiese convertite in moschee. Non ci riguarda? Julien Freund, magnifico filosofo politico dimenticato, nel 1965 ebbe uno scambio con Jean Hyppolite. Freund aveva sviluppato le categorie mutuate da Carl Schmitt di “amico” e “nemico”, che non piacevano a Jean Hyppolite e gli rispose: “Se hai ragione, tutto quello che mi resta è andare a coltivare il mio giardino”. Freund replicò a Hyppolite: “Pensi di essere tu a designare il nemico. Finché non vogliamo nemici, non ne avremo, pensi. Ma è il nemico che ti designa. E se vuole che tu sia il suo nemico, puoi fargli anche le più belle attestazioni di amicizia, ma finché vuole che tu sia suo nemico, lo sarai. E ti impedirà anche di coltivare il tuo giardino…””
Le guerre culturali contemporanee rientrano nel quadro tracciato da Freund. Basta leggere l’ultimo editoriale del direttore di The Lancet Richard Horton:
“Questa è l’era delle guerre culturali. E la moderna lotta per l’egemonia culturale spiega le controversie odierne su sesso e genere. È una guerra che non dobbiamo avere paura di combattere”.
://meotti.substack.com/p/anche-se-non-siete-interessati-alla
E’ la Milano da cagare…La Milano di Yussuf Al Salah.