PERCHÉ I GIUDICI NON INDAGANO LAMORGESE CHE NON HA ESPULSO LO STUPRATORE DI PIACENZA?
AGOSTO 24, 2022
Lo Stato italiano è profondamente corrotto. Il suo apparato è ideologicamente corrotto. Basti l’ultimo caso dello stupro a Piacenza: in un paio di giorni, in stile cinese, hanno fatto scomparire il video che incastrava non solo lo stupratore africano, ma anche tutto quel mondo politico e mediatico che sostiene l’immigrazione di massa e che è corresponsabile morale e pratica dello stupro.
I magistrati, invece di perseguire il ministro che si è dimenticata di espellere lo stupratore africano, persegue chi ha diffuso il video. E’ roba da repubblica delle banane. Abbiamo un apparato statale attivamente impegnato nel favorire comportamenti deviati e perseguire chi difende l’ordine naturale delle cose.
Il politico apre i porti, il cosiddetto militare fa da taxi degli scafisti e poi il magistrato impedisce che i risultati di questa politica sia visti dalla popolazione.
Un po’ come se dopo l’assassinio di Kennedy un giudice avesse vietato la diffusione del video per rispetto della vittima. Cosa che, tra l’altro, in questo caso non sta in piedi nemmeno su quattro gambe: la vittima – e purtroppo anche il violentatore – è totalmente irriconoscibile, i volti sono oscurati e le sagome riprese da lontano. Quindi il motivo è solo uno: censura di Stato per impedire che la verità venga diffusa.
Altrimenti avrebbero fatto lo stesso con il caso di Civitanova, dove un branco di pornografi di sinistra ha diffuso il video da tutte le angolazioni e senza oscurare alcuna identità. E fanno lo stesso con i barconi che affondando quando c’è un qualche bambino morto, di certo senza chiedere il permesso e mettendo il volto in primo piano.
Anche un deficiente comprenderebbe cosa c’è dietro. Il tentativo di non mostrare la realtà. Tipico di ogni regime. Se il regime comunista non vuole mostrare l’operaio che viene picchiato in fabbrica, è normale che il regime immigrazionista non voglia mostra l’immigrato che stupra.

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