lunedì 16 novembre 2020

PER PORTARE L'ITALIA ALLA POVERTA' ASSOLUTA, ECCO COSA DICONO I SINISTRATI.





 BREAKING NEWS, ECONOMIA

AMAZON PAGA I PROF PER ‘EDUCATE’ I BAMBINI A NON COMPRARE NEI NEGOZI










































Amazon dovrebbe pagare il doppio delle tasse dei comuni mortali. Invece paga 1/100 delle tasse dei comuni mortali. Stanno cercando di fare propaganda con la pubblicità dei lavoratori nei loro magazzini: per ogni lavoro che danno, per paghe da fame, ne fanno sparire almeno due di persone benestanti. E’ un altro fenomeno moderno di centralizzazione della ricchezza. Il comunismo e il capitalismo maturo senza frontiere sono la stessa cosa: un cartello di multinazionali al posto del Politburo.


Mentre il commercio italiano tracolla, le grandi multinazionali riescono a sfruttare il periodo di crisi per accrescere il proprio fatturato. Questa, purtroppo, è cosa ormai nota e già di per sé allarmante. C’è però un colosso dell’e-commerce che non si accontenta e prova ad allungare le mani persino sulle scuole italiane. E’ il caso di Amazon, che come denunciato da Fabio Rampelli, deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Camera, ha addirittura invitato presidi e professori a promuovere acquisti online in cambio di una percentuale sui prodotti. “Prosegue la campagna di cannibalismo commerciale del gigante del commercio elettronico. Questa volta Amazon entra nelle scuole cercando di far leva sulla promozione di azienda etica”, scrive Rampelli in una nota. “Una pratica molto diffusa negli Stati Uniti. Che viene utilizzata come tentativo di costruirsi un’utilità sociale. Dopo aver disgregato la società nella quale si opera”.


L’operazione sembra dunque chiara e piuttosto pericolosa, non solo sul piano etico, perché con tutta evidenza danneggia e non poco le attività commerciali nazionali e in generale l’economia reale. Emblematica la proposta di Amazon: promuovere nelle scuole gli acquisti on-line attraverso la propria piattaforma. “E in cambio – tuona Rampelli – il colosso multinazionale donerà alla scuola il2,5% dell’importo speso. Il tutto, peraltro, sotto forma di “credito virtuale”. Veramente mostruoso. Siamo in una fase di dematerializzazione delle relazioni sociali. Nella quale i contraccolpi economici sono mortali per gran parte delle nostre attività produttive. E Amazon prosegue indisturbato. Chiediamo al governo di intervenire. E di promuovere iniziative che privilegino l’economia reale e difenda la scuola dalle finte campagne di utilità sociale”.

Il deputato di Fratelli d’Italia invita poi a sostenere l’iniziativa di Confesercenti di Brindisi, che chiede a tutti i dirigenti scolastici di non aderire alla campagna della multinazionale, “e se lo hanno già fatto, a ritirare tale adesione”. Perché altrimenti “dove andranno a lavorare gli studenti che si diplomeranno in queste scuole? Ad Amazon? E dell’impoverimento del territorio che si determina togliendo segmenti di mercato al commercio locale il mondo scolastico non è chiamato a dare risposte?”, si chiede Confesercenti.






Pensa te che io invece cerco di educarli (con non molto successo, come accade solitamente alle “voci nel deserto”) a non comprare del tutto. Chi è parsimonioso, e ancor più chi è squisitamente taccagno, è SEMPRE ricco, anche con (quasi) niente in tasca. E può permettersi di spernacchiare le sirene del commercio che cantano dagli scogli per spremerlo come un limone.


















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