mercoledì 25 novembre 2020

GOVERNO CONTE PRIMA CI RIEMPIE DI ISLAMICI CRIMINALI CLANDESTINI FRA'ALTRO, POI VIETA LE VACANZE SULLA NEVE AGLI ITALIANI. 



CONTE VIETA LE VACANZE SULLA NEVE A NATALE DOPO AVERCI RIEMPITI DI IMMIGRATI POSITIVI





















Non stiamo dicendo che si dovrebbero riaprire le piste da sci, ma che lo si sarebbe potuto fare se non avessero perso mesi in banchi a rotelle, porti spalancati, immigrati di ritorno da Paesi dove il contagio infuriava e l’ossessione di tenere le scuole aperte. E non perché sia un diritto sciare, ma perché ci sono zone che vivono di quel turismo e solo di quel turismo. E che saranno devastate economicamente.

“Non possiamo concederci vacanze indiscriminate sulla neve. Anche per gli
impianti da sci, il problema del protocollo è un conto, ma tutto ciò che ruota attorno alle vacanze sulla nave è incontrollabile”.

Lo ha detto il premier Conte. “Con Merkel e Macron in Europa stiamo lavorando ad un protocollo comune europeo”, afferma. “Il periodo natalizio richiede
misure ad hoc. Si rischia altrimenti di ripetere il ferragosto-dice-consentire tutte le occasioni di socialità tipiche del periodo natalizio non è possibile”.

 Per carità, con i dati attuali, è davvero impossibile pensare di concentrare migliaia di persone in un luogo in un periodo freddo, ma siamo arrivati a questo punto perché nei mesi passati quelli al governo hanno pensato solo a banchi a rotelle e monopattini cinesi. Insistendo con la riapertura delle scuole che ha reso i trasporti un focolaio, e costretto poi a chiudere locali, negozi, piscine e palestre. Con un danno enorme a chi lavora e anche a tante persone che hanno bisogno di certe strutture per curarsi.

E poi, sempre Conte, con la bufala del Ferragosto:


“Sullo spostamento tra regioni a Natale ci stiamo lavorando, ma se continuiamo così a fine mese non avremo più zone rosse. Tuttavia il periodo natalizio richiede misure ad hoc, altrimenti si rischia di ripetere il ferragosto e non ce lo possiamo permettere: consentire tutte le occasioni di socialità tipiche del periodo non è possibile”.

L’epidemia non è riscoppiata d’agosto, nemmeno a settembre, ma dieci giorni dopo la riapertura delle scuole a rotelle e dopo i massicci sbarchi con successivo sparpagliamento di infetti in tutta Italia con falsi tamponi negativi. Fosse dipeso dal Ferragosto, avremmo avuto la seconda ondata almeno ai primi di settembre.

Perché, di grazia, facciamo entrare migliaia di sconosciuti, spesso infetti, e poi impediamo alle persone di muoversi sul territorio nazionale, mentre loro vengono spostati da una regione all’altra diffondendo il contagio? Come in questi casi:


Maxi contagio nel centro di accoglienza: 112 infetti, sono quasi tutti positivi

Sono 112 gli ospiti del Cara di Gradisca d’Isonzo (Gorizia) risultati positivi al Covid-19, cui si aggiungono 8 operatori delle Coop che gestisce la struttura. Lo ha confermato il Prefetto di Gorizia Massimo Marchesiello, che ha “rassicurato sull’assenza di emergenze”. Ma infatti, cosa volete che siano qualche centinaio di clandestini infetti che si muovono sul barcone. 



Ma i porti rimangono aperti. E ora, Conte, vuole anche riaprire le scuole prima di Natale. E’ follia, perché nulla è cambiato rispetto a prima delle ‘zone rosse’, quello che loro chiamano ‘picco’ è in realtà un ‘altopiano’, e riaprendo le scuole il contagio rischia di schizzare verso l’alto: Conte sta riducendo sul lastrico milioni di famiglie chiudendo attività, quando l’unica attività che si potrebbe fare a distanza pur in modo ovviamente imperfetto, la scuola, si impunta a tenerla aperta per i servizietti di quella con le rotelle.



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