giovedì 19 novembre 2020

 BREAKING NEWS, POLITICA

LA TOGA ROSSA CHE SFRATTÒ BIMBI ITALIANI CONDANNATO A 16 ANNI PER CORRUZIONE






























Nella foto il delinquente è quello senza manette

Il giornale di CasaPound dà questa succosa notizia che riportiamo integralmente visto che loro hanno notizie di prima mano sulla vicenda che riguardò proprio l’allora segretario del movimento politico:

https://twitter.com/francescatotolo/status/1329378147364691969

Michele Nardi è stato condannato a 16 anni e 9 mesi di carcere per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari e al falso. E’ questa la pena inflitta dal tribunale di Lecce all’ex Gip di Trani e Pm di Roma. Nardi era al vertice di quello che è stato ribattezzato “il sistema Trani”, un gruppo di avvocati e magistrati accusato di aver manipolato procedimenti giudiziari in cui erano coinvolti imprenditori amici ricevendo in cambio denaro, regali e favori. La procura di Lecce aveva chiesto una condanna ancora più dura, di 19 anni e 10 mesi; ma Nardi è stato assolto dal reato di millantato credito. Insieme all’ex Pm sono stati condannati l’ispettore di Polizia Vincenzo Di Chiaro a 9 anni e 7 mesi, l’avvocato barese Simona Cuomo a 6 anni e 4 mesi, Gianluigi Patruno a 5 anni e 6 mesi e infine Savino Zagaria a 4 anni e 3 mesi.

Rolex, diamanti e denaro per pilotare le sentenze
Nardi era stato arrestato nel gennaio del 2019 insieme ad Antonio Savasta – condannato a 10 anni con rito abbreviato – giudice di Roma ed ex Pm di Trani. A ciascun condannato sono stati confiscati beni per 2 milioni e 237 mila euro. Molti imprenditori pugliesi hanno ammesso di aver versato fiumi di denaro nelle tasche di Nardi e gli altri condannati per uscire di carcere o sfuggire ai processi. L’ex Gip di Trani avrebbe ricevuto inoltre vari gioielli, diamanti, un rolex Daytona dal valore di oltre 25 mila euro, la ristrutturazione della sua villa a Trani e una casa a Roma.

Nardi il 29 settembre del 2016 si rese protagonista di un violento sgombero ai danni di due famiglie italiane in via del Colosseo a Roma. Si presentò la mattina presto sull’uscio dello stabile, fatto piuttosto insolito per un Pm; segno che aveva particolarmente a cuore la faccenda.

Nella foto qui sopra è ritratto insieme a Simone Di Stefano, all’epoca segretario nazionale di CasaPound, che venne arrestato e incriminato proprio da Nardi per aver tentato di difendere le due famiglie in difficoltà (c’erano un’anziana diabetica e un bambino con la 104) che occupavano lo stabile da oltre vent’anni. Le modalità di quello sgombero furono piuttosto insolite per violenza e solerzia. A distanza di 4 anni quello stabile è ancora vuoto, alle famiglie non è stata data un’abitazione alternativa mentre il Pm che li ha sbattuti in mezzo a una strada si è scoperto essere un criminale condannato a 16 anni di carcere. Forse sarebbe il caso di indagare anche sull’operato romano di Nardi e non solo sul “sistema Trani”. Siamo sicuri che quel sistema di corruzione e manipolazione dei procedimenti funzionasse solo in Puglia?

I delinquenti sono nelle istituzioni.



















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