martedì 17 novembre 2020

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INGROIA: “FORSE CHI IMPONE LOCKDOWN LAVORA PER LA MAFIA”




La tesi di Ingroia ci pare un po’ spericolata.

“Se fosse vero che questa pandemia Covid non è stata casuale ma è stata determinata, penso proprio che sia possibile che le mafie italiane e quindi la ‘Ndrangheta abbiano avuto un ruolo”. Lo ha dichiarato l’ex pm Antonino Ingroia intervistato da Klaus Davi per il web talk “KlausCondicio”.

“I capi della mafia italiana – ha aggiunto – siedono al tavolo mondiale delle mafie internazionali, quindi di quella cinese, per cui, sia pure in modo indiretto, non si può escludere che la ‘Ndrangheta abbia avuto un ruolo all’origine del virus, seppure indiretto“.


Per Ingroia “i capi della mafia italiana siedono al tavolo mondiale delle mafie internazionali, quindi di quella cinese, per cui, sia pure in modo indiretto, non si può escludere che la ‘Ndrangheta abbia avuto un ruolo all’origine di questo virus, seppure indiretto”. Frasi che, inevitabilmente, hanno sollevato un polverone.

“Imporre il lockdown aiuta le mafie e non è detto che sia un aiuto involontario. Magari un domani scopriremo che non è stato un atto involontario per chi lo impone. Dal lockdown mafia e ‘Ndrangheta traggono oggettivi benefici prestando soldi, rilevando aziende in difficoltà. Per loro è un aiuto perché li rende protagonisti dal punto di vista finanziario”.

La teoria complottista di Ingroia sul Covid
Per Ingroia, se la mafia investiva nell’alcol ai tempi del proibizionismo e in droga in tempi recenti, oggi potrebbe celarsi facilmente nel business delle mascherine. Inoltre, l’ex magistrato, ha definito indebolita la mafia siciliana. Sta vivendo un momento di difficoltà estrema: “Cosa nostra non ha più una struttura piramidale per effetto del lavoro della magistratura. Oggi – dice l’ex magistrato – c’è un direttorio che sta facendo un’opera di sopravvivenza. La mafia siciliana fa la ruota di scorta rispetto all’organizzazione criminale più potente, che è la ‘ndrangheta calabrese. Chi c’è al vertice? Matteo Messina Denaro è soprattutto un’icona mediatica. Un Capo dei capi non c’è più”.




 

 























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