lunedì 16 novembre 2020

 BREAKING NEWS, CORONAVIRUS

LE TERAPIE INTENSIVE FANTASMA DEL COMMISSARIO ARCURI


“Il commissario all’emergenza Covid non sa che il picco di pazienti Covid in terapia intensiva nella prima ondata è stato non di ‘circa 7mila’ ma di 4.068, il 3 aprile?”. Così Lorenzo Pregliasco di YouTrend dopo le ultime dichiarazioni di Domenico Arcuri, che aveva minimizzato la pressione sugli ospedali: “Avevamo 5mila posti di terapia intensiva, al picco abbiamo avuto circa 7mila pazienti in rianimazione, duemila in più della totale capienza dei reparti. Oggi abbiamo circa 10mila posti e 3.300 ricoverati, quindi la pressione sui reparti non c’è”. Arcuri però ha commesso un errore sulle terapie intensive occupate durante la scorsa primavera: al picco erano soltanto 700 più di adesso, con il trend che si è stabilizzato ma continua a contare tra i 60 e gli 80 ricoveri giornalieri. Dopo aver evidenziato l’errore del commissario, Pregliasco ha poi aggiunto: “Se intendeva picco di tutti i ricoverati in rianimazione e non solo quelli Covid, non può raffrontarli con i 3.300 solo Covid di oggi…”.

Non solo. Anaao, 3.500 posti in terapia intensiva non attivi


“Quando si indicano in oltre 11mila i posti totali di terapia intensiva si deve specificare che circa 3.500 sono solo sulla carta, attivabili in condizioni critiche e non immediatamente”. Lo ha detto il segretario Nazionale Anaao Assomed, Carlo Palermo, commentando la situazione dei posti in terapia intensiva. “Quelli disponibili e attivi sono valutabili intorno a 7.500. La dotazione organica attuale di rianimatori e infermieri specializzati garantisce con questi numeri sicurezza e qualità delle cure. Va ribadito che circa il 60% di questi letti è occupato da pazienti con malattie gravissime come ictus, infarti, politraumi, stati di shock, sepsi e insufficienze multiorgano, che ovviamente non possono essere collocati in altri setting assistenziali”.

La verità è che hanno passato mesi coi banchi a rotelle e i monopattini. E che se non ci fosse stata la Lombardia con la Fiera, oggi avremmo quasi lo stesso numero di terapie intensive delle prima ondata. Vergogna.







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