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PREFETTO CONFESSA: PIENO DI IMMIGRATI POSITIVI IN TUTTA ITALIA
E’ questa la situazione aggiornata dei richiedenti asilo ospitati a Santa Caterina, la struttura di accoglienza gestita da Coop 22 della fondazione Opera Santa Rita.
Una situazione delicata. Ma solo dopo le fughe degli infetti, nel fine settimana, il prefetto ha istituito una vigilanza 24 ore su 24 sia davanti al centro di accoglienza che davanti agli alberghi sanitari in modo da evitare che si ripetano.
La settimana scorsa sono stati diversi i richiedenti asilo che si sono allontanati nonostante l’obbligo della quarantena: tutti sono stati denunciati.
“E’ una situazione che riguarda tutta Italia, Prato non fa eccezione – ha confessato Fabio De Fanti, vicario del prefetto – l’intera struttura è stata messa in quarantena perché sono emersi casi positivi e altri se ne potrebbero aggiungere visto che i ragazzi vivono in comunità. Non ci sono preoccupazioni giustificate: il prefetto e il questore seguono personalmente e costantemente la situazione. La struttura è stata alleggerita con il trasferimento dei positivi negli alberghi sanitari e la vigilanza è strettissima”.
E’ stata la Coop 22 nei giorni scorsi a chiedere l’intervento della prefettura: “Ci è stato chiesto un supporto per controllare i richiedenti asilo – ancora De Fanti – e mediatori culturali per convincere i ragazzi affetti da coronavirus a spostarsi temporaneamente negli alberghi senza fare resistenza”.
I clandestini vanno convinti a spostarsi in altri hotel, potrebbero arrabbiarsi e fare resitenza.
Infatti, non tutti gli ospiti hanno accettato di stare in quarantena. Alcuni si sono presentati qualche giorno fa al comando provinciale dei carabinieri con il referto di un secondo tampone a cui si sono sottoposti privatamente (immaginate quanti soldi fanno con lo spaccio ndr…) e, come verificato dalla ricevuta allegata, pagando di tasca propria: uno a Prato, l’altro in provincia di Pistoia. Negativi entrambi, ma entrambi hanno violato l’obbligo dell’isolamento e ne risponderanno. Almeno in teoria.
Non solo: la Asl non riconosce l’esito di tamponi effettuati in strutture diverse da quelle pubbliche ed è questo il motivo che ha spinto i due a rivolgersi ai carabinieri. Non è stato facile convincerli che è necessario aspettare il risultato della Asl. “E’ solo dopo il secondo tampone fatto da noi – ha spiegato Lorena Paganelli, direttore della Società della Salute – che definiamo il quadro”.
Quindi si possono aggiungere epidemia e strage dolosi alla lamorgese.Oltre al resto…
Ma guarda un pò…..Di questa strage di italiani non ne risponderanno mai.Figli di cagna puttana araba.E continuano a tenere i porti aperti.Bastardi fottuti maledetti.

La scoperta dell acqua calda..