venerdì 5 ottobre 2018

MUOIONO ITALIANI E CROLLANO PONTI IN REGIONE CHE MIMMO E PD VOLEVANO RIPOPOLARE CON AFRICANI






I corpi della mamma e del figlio di 7 anni, dispersi a Lamezia Terme in provincia di Catanzaro a seguito dell’ondata di maltempo, sono stati ritrovati ad una cinquantina di metri l’uno dall’altro nel letto di un torrente nei comuni di San Pietro a Maida e San Pietro Lametino. Sono in corso le ricerche del secondo figlio della donna, di due anni, che risulta ancora disperso.
Nel corso della notte era stato il marito della donna, Stefania Signore, ad avvertire i vigili del fuoco del suo mancato rientro a casa. La vettura sulla quale viaggiava la donna con i suoi bambini era stata trovata vuota con le quattro frecce accese a San Pietro Lametino.
Ed è crollato il ponte delle Grazie, sulla strada provinciale 19, nel comune di Curinga, nel Lametino, è crollato in seguito all’ondata di maltempo che si è abbattuta su tutta la provincia di Catanzaro. Numerosi smottamenti hanno interessato altre strade. Sulla stessa provinciale un ulteriore smottamento ha interessato due vetture. Secondo quanto riferito dai vigili del fuoco non si sono registrati danni a persone.
Non si può non mettere in collegamento questo disastro e questa nuova strage di italiani con Mimmo Lucano e il Pd calabrese. Invece di pensare al territorio, ai ponti: hanno pensato a come ripopolare la loro regione con gli afroislamici.
Ecco nero su bianco la soluzione del PD sull’immigrazione, e i motivi profondi che hanno portato all’operazione Mare Nostrum. A dimostrazione che questa vicenda non era casuale:  AGNONE, IL COMUNE CHE PROMUOVE IL “GENOCIDIO” DEGLI ITALIANI Durante un incontro con Renzi, il candidato sindaco del Pd di Reggio Calabria: “I paesi dell’entroterra, soprattutto in provincia


Per business. Se anche solo i dieci milioni spesi in soli tre anni per mantenere gli africani di Mimmo Lucano – che ne ha fatti sparire due – fossero stati usati per il territorio, forse questa mamma e questi bimbi sarebbero vivi. Sarebbero tornati a casa.


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