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lunedì 29 ottobre 2018
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REPUBBLICA: “TRAINI L’HA FATTO ANCHE PER SALVINI”
OTTOBRE 29, 2018
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La fidanzata di Luca Traini. Il 29enne, autore del raid contro un gruppo di spacciatori e immigrati a Macerata, difende il suo ragazzo: “non è un delinquente e quando uscirà dal carcere ci sposeremo e ci rifaremo una vita insieme”.
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La ragazza, che vuole rimanere anonima, ha una relazione con Traini dall’aprile del 2017, appena pochi mesi prima che l’uomo, pistola alla mano e seduto al volante della sua auto, iniziasse a sparare contro quelli che considerava gli spacciatori della città.
In un’intervista a Repubblica (che tocca un nuovo minimo nel cercare di mettere in mezzo Salvini), la donna indica, incitata dal giornalista, la “propaganda” del leader della Lega come ‘fattore’ nella scelta di Traini.
“Non dico che siano stati la causa del raid – precisa la fidanzata riferendosi ai messaggi anti-clandestini di Salvini -. Ma Luca ne era influenzato perché è un ragazzo fragile e condizionabile”.
Quanto poi all’omicidio di Pamela Mastropietro, identificato come il movente del raid, la fidanzata spiega che quella “è stata la goccia” ma “io ho riempito il vaso”.
Perché lei faceva uso di droghe (cocaina, canne e metanfetamina) e Luca Traini ha cercato per anni di allontanarla da quel mondo, non solo tenendola “ore al telefono per impedirmi di andare ai rave”, ma anche sfasciandole la macchina e “spaccando un finestrino con un cazzotto”.
Traini non sarebbe però mai stato violento nei confronti della compagna, ma “mi disse che gli spacciatori li avrebbe fatti fuori tutti”. Metodo Duterte.
Per quanto riguarda lo stato di salute del 29enne, la ragazza è convinta che Traini soffra di un disturbo di personalità borderline e che sia bipolare. “Me ne sono accorta cercando i sintomi su internet”, spiega.
L’ha cercato su internet. Dove Repubblica ha trovato le istruzioni su come fare giornalismo.
Le perizie infatti dicono il contrario. Traini è sano di mente e capace di intendere e volere: ha agito per uccidere chi aveva causato la morte di Pamela. Ferendo con certezza un paio di spacciatori e il compagno di stanza di uno degli accusati dell’omicidio in un hotel per profughi. Ha preso la sua decisione. Consapevole delle conseguenze.
Accusato di strage (senza avere ucciso nessuno), porto abusivo d’armi e danneggiamenti con l’aggravante dell’odio razziale, il 29enne in primo grado è stato condannato a 12 anni.
E’ comprensibile che la ragazza cerchi di deresponsabilizzare Traini, quello che non è accettabile è che un giornale si renda complice di questo tentativo.
Se Salvini è responsabile di quello che ha fatto Traini, allora il Pd è responsabile di quello che hanno fatto a Pamela e Desirée. E non per avere influenzato gli assassini, per averli portati qui. E anche Repubblica e i media di distrazione di massa, per avere condizionato menti fragili, di ragazzine confuse, convincendole con la propaganda sui ‘migranti sono come noi’.
E visto che l’effetto Traini ha aggiunto voti a Salvini, e non il contrario, per la disperazione dei sinistardi, perché la gente ha visto il suo gesto come l’atto disperato che ognuno di noi potrebbe fare in certe condizioni, figuriamoci se certe interviste danneggiano Salvini: forse il contrario. Viviamo in un mondo dove i giornalisti non contano più una beata minchia.
Come direbbe Bolsonaro: “Perderete copie”, e non solo quelle.
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