giovedì 25 giugno 2020

SALVINI A PROCESSO PER VILIPENDIO AI COLLEGHI DI PALAMARA









SALVINI A PROCESSO PER VILIPENDIO AI COLLEGHI DI PALAMARA






“Difenderò qualunque leghista indagato da quella schifezza che si chiama magistratura italiana che è un cancro da estirpare”, parole che hanno comportato l’apertura di un fascicolo nei confronti del leader della Lega, a processo il prossimo 19 ottobre.


Una frase non piaciuta al procuratore della repubblica di Torino, in quel momento la toga rossa Armando Spataro, che nel frattempo assumeva clandestini africani in procura.
Numerose le sollecitazioni inoltrate al ministero della Giustizia per poter procedere nei confronti di Salvini, con Bonafede che autorizzò l’inchiesta dopo circa due anni e mezzo.

“Bisogna distinguere tra corpo della magistratura e ordine giudiziario. Così come tra il vilipendio, che è un attacco al potere giudiziario e alla sua funzione, e la diffamazione”, aveva dichiarato allora Claudia Eccher. “Le parole di Matteo Salvini sono state una legittima espressione di critica verso quei giudici che, nell’esercizio delle loro funzioni, fanno attività politica e avvelenano l’operato degli altri magistrati”.
In una democrazia non esiste vilipendio. E il cittadino è libero di dire quello che vuole. Tra l’altro, dopo Palamara, qualcuno ha dubbi sulla reale natura di un’ampia parte della magistratura italiana?









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