Minacce, percosse, sassate e violenze contro i profughi: studenti nei guai..
Ceprano - Tre universitari denunciati per propaganda e istigazione all’odio razziale. Sono accusati di aver minacciato e picchiato gli immigrati delle strutture di accoglienza
Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. È una delle accuse mosse nei confronti di tre studenti universitari, due di 22 anni, e uno di 23, di Ceprano. E poi minacce, percosse, stalking, lancio di sassi verso strutture dove sono ospitatiche si aggiungono alla lista dei reati di cui devono rispondere i tre amici, tutti denunciati dalla polizia. Una decina di episodi violenti nei confronti di cittadini extracomunitari.
Veri e propri atti persecutori, di violenza verso persone di colore. Colpite anche con una mazza da baseball. In diverse occasioni hanno dovuto fare ricorso alle cure dei dottori per le ferite riportate.
I fatti
Sono indagati per alcuni fatti che si sarebbero verificati da febbraio scorso fino a giorni fa. Il motivo? Sarebbe legato alla discriminazione razziale. Loro, profughi arrivati a Ceprano e ospiti in diverse strutture, sarebbero diventati un obiettivo contro cui "sfogare" pregiudizi verso persone di colore e di cultura differenti.
Non solo, sempre stando alle accuse, i migranti sono stati percossi, minacciati dai tre amici, ma anche le strutture che li ospitavano sono state oggetto di danneggiamento, attraverso il lancio di sassi verso porte e finestre.
Durante le perquisizioni domiciliari sono stati sequestrati pc e telefoni cellulari, pen drive anche per accertare se contengano video di violenze sugli extracomunitari o materiale di propaganda sull'odio razziale o etnico. Sempre nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati anche cartucce, una pistola giocattolo, una pistola calibro 9, un fucile, armi regolarmente registrate, due coltelli, una mazza da baseball.
Sono indagati per alcuni fatti che si sarebbero verificati da febbraio scorso fino a giorni fa. Il motivo? Sarebbe legato alla discriminazione razziale. Loro, profughi arrivati a Ceprano e ospiti in diverse strutture, sarebbero diventati un obiettivo contro cui "sfogare" pregiudizi verso persone di colore e di cultura differenti.
Non solo, sempre stando alle accuse, i migranti sono stati percossi, minacciati dai tre amici, ma anche le strutture che li ospitavano sono state oggetto di danneggiamento, attraverso il lancio di sassi verso porte e finestre.
Durante le perquisizioni domiciliari sono stati sequestrati pc e telefoni cellulari, pen drive anche per accertare se contengano video di violenze sugli extracomunitari o materiale di propaganda sull'odio razziale o etnico. Sempre nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati anche cartucce, una pistola giocattolo, una pistola calibro 9, un fucile, armi regolarmente registrate, due coltelli, una mazza da baseball.
Sequestrati volantini
Sotto sequestro anche giornalini redatti dal movimento blocco studentesco e volantini di propaganda politica.
Perquisizioni effettuate anche nella giornata di ieri con i metal detector nelle vicinanze delle abitazioni alla ricerca di materiale esplodente. Le attività, in questo caso, hanno dato esito negativo.
Sotto sequestro anche giornalini redatti dal movimento blocco studentesco e volantini di propaganda politica.
Perquisizioni effettuate anche nella giornata di ieri con i metal detector nelle vicinanze delle abitazioni alla ricerca di materiale esplodente. Le attività, in questo caso, hanno dato esito negativo.
Le indagini
Non un caso isolato, almeno dieci gli episodi di violenza che vengono contestati ai due ventiduenni e al ventitreenne. Gli agenti della Digos e della Squadra mobile hanno avviato subito gli accertamenti del caso per individuare gli autori di alcune azioni in cui diversi extracomunitari che sono ospiti nelle varie strutture del territorio, erano stati costretti a subire.
Minacciati e percossi, anche con una mazza da baseball. In alcuni casi erano stati costretti anche alle cure dei dottori. Un incubo per loro. Sono così iniziate le indagini minuziose degli investigatori. Accertamenti che hanno permesso di ritenere i tre giovani, responsabili di una decina di fatti violenti commessi da febbraio dello scorso anno fino a poco tempo fa ai danni di extracomunitari che sono sul territorio, per discriminazione razziale.
Per i ragazzi l'accusa è di lesioni, minacce, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Sono difesi dagli avvocati Giuseppe Spaziani e Pierluca D'Orazio.
Non un caso isolato, almeno dieci gli episodi di violenza che vengono contestati ai due ventiduenni e al ventitreenne. Gli agenti della Digos e della Squadra mobile hanno avviato subito gli accertamenti del caso per individuare gli autori di alcune azioni in cui diversi extracomunitari che sono ospiti nelle varie strutture del territorio, erano stati costretti a subire.
Minacciati e percossi, anche con una mazza da baseball. In alcuni casi erano stati costretti anche alle cure dei dottori. Un incubo per loro. Sono così iniziate le indagini minuziose degli investigatori. Accertamenti che hanno permesso di ritenere i tre giovani, responsabili di una decina di fatti violenti commessi da febbraio dello scorso anno fino a poco tempo fa ai danni di extracomunitari che sono sul territorio, per discriminazione razziale.
Per i ragazzi l'accusa è di lesioni, minacce, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Sono difesi dagli avvocati Giuseppe Spaziani e Pierluca D'Orazio.
Ceprano, raid razzista contro i profughi: tocca ai periti far luce sulla vicenda.
Ceprano - Si sta analizzando il materiale sequestrato dalla questura. Gli esperti dovranno valutare la consistenza delle accuse. I tre giovani accusati si difendono.
Raid razzisti: la parola ai periti. Saranno gli esperti hardware e software a esaminare i contenuti di cellulari, pc e Ipad sequestrati martedì scorso dagli uomini della Digos e dalla Squadra mobile di Frosinone nelle abitazioni dei tre giovani cepranesi indagatiper propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, minaccia, stalking, percosse, lesioni personali e danneggiamento.
E proprio dall'analisi del materiale sottoposto a sequestro saranno desunti elementi utili alle indagini per valutare la consistenza delle gravi accuse a carico dei tre ragazzi. Potrebbero non emergere dati significativi e dunque le pesanti accuse ridursi oppure potrebbero aprirsi nuovi scenari e le indagini allargarsi offrendo aggiuntivi filoni di inchiesta. I giovani del luogo sono allarmati, pensano che si tratti di "bravate ingigantite dai media".
I tre ragazzi si difendono affermando di aver lanciato solo qualche sasso e di aver impugnato mazze mostrandole ai giovani di colore al solo scopo di provocarli e farsi inseguire, non in cerca di scontro.
Dunque la posizione degli indagati sembrerebbe essere vicina alla percezione dei fatti di tanti ragazzi del luogo che hanno appreso la notizia senza sorprendersi, disincantati, come si trattasse di "ragazzate" sfuggite al controllo. Per i giovani si tratterebbe di un polverone non supportato da fatti espressione di odio razzista, e tutti sperano proprio che le accuse non siano confermate e che dall'esame del materiale sequestrato non emergano elementi compromettenti.
I tre ragazzi si difendono affermando di aver lanciato solo qualche sasso e di aver impugnato mazze mostrandole ai giovani di colore al solo scopo di provocarli e farsi inseguire, non in cerca di scontro.
Dunque la posizione degli indagati sembrerebbe essere vicina alla percezione dei fatti di tanti ragazzi del luogo che hanno appreso la notizia senza sorprendersi, disincantati, come si trattasse di "ragazzate" sfuggite al controllo. Per i giovani si tratterebbe di un polverone non supportato da fatti espressione di odio razzista, e tutti sperano proprio che le accuse non siano confermate e che dall'esame del materiale sequestrato non emergano elementi compromettenti.
La questione appare troppo grande, i fatti troppo gravi in rapporto alla tranquilla realtà locale dove di fatto, fatta eccezione di qualche sporadico episodio, non si sono registrati eventi allarmanti o forse non se ne è avuta notizia. Certo è che se i giovanni sono sereni, meno tranquilli appaiono gli adulti sconvolti dalla notizia dell'ipotesi di esistenza di una possibile minoranza animata da sentimenti di odio e vendetta.


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