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mercoledì 3 ottobre 2018
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PICCHIATA E PERSEGUITATA DAI VICINI ISLAMICI: ITALIANA VIVE NEL TERRORE
OTTOBRE 3, 2018
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Italiani prigionieri in casa propria. Terrorizzati dai migranti. Accade sempre più spesso nei condomini che i media definiscono trattenendo a stento l’orgasmo ‘multietnici’.
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E’ il caso di Federica, una giovane perseguitata dai suoi vicini bengalesi: a Treviso!
Picchiata e aggredita dai vicini di casa: estetista costretta a vivere nel terrore
Aggressioni, minacce continue e la paura costante di dover vivere da sola in una casa da incubo. Da quattro anni e mezzo Federica Lauro, quarantunenne originaria di Crotone, vive nel terrore per colpa di un gruppo di condòmini che ha deciso di renderle la vita un vero e proprio inferno.
Teatro di questa drammatica vicenda è una palazzina di tre piani in via Buratti, a poca distanza dalla stazione dei treni di Treviso. Federica vive al secondo piano di un condominio composto da sei appartamenti,
occupati prevalentemente da famiglie di stranieri
. Pochi mesi dopo essersi trasferita a Treviso, nel 2014, Federica aveva deciso di occuparsi da sola della pulizia delle scale condominiali. Un gesto che non è andato a genio ai
residenti originari del Bangladesh e dell’Afghanistan che si occupavano in nero del servizio di pulizia chiedendo agli altri condomini della palazzina di essere pagati per il servizio.
Quando Federica si è rifiutata di dare loro i soldi per lei è iniziato un vero e proprio calvario. Pochi giorni dopo i vicini hanno iniziato a gettare la loro immondizia sulla terrazza della Lauro: cocci di vetro, rifiuti e oggetti contundenti piovevano a tutte le ore del giorno e della notte dalle finestre del piano di sopra.
In molti casi i condòmini della donna hanno cercato di introdursi nel suo appartamento provando a forzarne la porta e alla fine sono arrivati a insultarla e ad aggredirla fisicamente sul portone di casa mandandola all’ospedale solo per aver provato a non pagarli per il servizio che lei stessa aveva svolto gratuitamente.
A tutte queste angherie si sommano i continui rumori, violenti e improvvisi, con cui gli occupanti del piano di sopra svegliano e spaventano la donna a tutte le ore del giorno e della notte. Un gesto che ha portato la quarantunenne calabrese a soffrire di depressione e di costanti attacchi di panico per una situazione ormai del tutto fuori controllo.
Lo diciamo ancora: l’Italia va liberata casa per casa. Invece continuiamo ad importarne. Magari non sui barconi, ma con i visti e i famigerati ricongiungimenti familiari.
Invece di liberare spazio vitale per creare famiglie numerose e restituire verde alla natura, cementifichiamo il territorio per dare casa a ‘loro’: ma quanto siamo dementi.
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