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UCCISE VIGILE, ROM RI-SCARCERATO DAI MAGISTRATI NONOSTANTE RAPINE DOPO PRIMA SCARCERAZIONE
Dopo 5 anni e mezzo di carcere per l’omicidio, il giovane ha ottenuto l’affidamento in prova e l’11 febbraio del 2020 ha finito di scontare la pena. Dopo meno di due settimane, il 22 febbraio, Nikolic, con Alen Djordjevic, 26 anni, e Martin Jovanovic, 23 anni, ha pensato bene di ‘festeggiare’ prendendo di mira due appartamenti lussuosi nel centro di Milano da cui ha portato via denaro, monili e preziosi di ogni genere. Nikolic e soci sono stati però catturati dalla squadra mobile a luglio e portati in carcere:
Oggi, però, il giudice della seconda penale di Milano Orsola De Cristofaro ha autorizzato la scarcerazione, accogliendo l’istanza dell’avvocato di David Russo che ha ottenuto il parere favorevole della Procura.
Quando c’è da scarcerare i criminali stranieri i magistrati sono tutti d’accordo. Schifo.
Per il giudice, per quanto “permangono i gravi indizi di colpevolezza” va tenuto conto “della età” di Nikolic, del “percorso rieducativo compiuto in sede di espiazione della pena all’Istituto Beccaria” dopo la condanna per l’omicidio del vigile Savarino, dell’”auspicabile effetto deterrente” per i sei mesi trascorsi in carcere e della “rivisitazione critica della condotta illecita” per i furti che gli avevano permesso di racimolare un bottino del valore complessivo di circa 200mila euro. In sostanza, secondo la valutazione del giudice i domiciliari possono salvaguardare il “pericolo di reiterazione del reato”.

Nikolic continuera’ quindi a stare ai domiciliari, nella residenza della madre, ma – come previsto in questi casi – non potra’ comunicare con altri che non siano conviventi ne’ allontanarsi dal domicilio. La difesa, affidata all’avvocato David Maria Russo, aveva anche chiesto un periodo di tirocinio alla Fondazione “RimaflowFuorimercato” di Don Gino Rigoldi, ma il collegio ha negato la possibilita’ perche’ nell’istanza non e’ stata specificata ne’ l’attivita’ ne’ come potrebbe essere compatibile con i domiciliari. Appena l’altro ieri Nikolic aveva chiesto di patteggiare tre anni nel processo per furto per cui si trovava in carcere: un’indagine della squadra Mobile che porto’ a fermare una banda di ‘ladri acrobati’ di cui faceva parte. I reati in quel caso erano stati commessi appena 11 giorni dopo che aveva finito di svolgere l’affidamento in prova ottenuto per la vicenda del vigile ucciso. Nella prossima udienza, il 3 febbraio, sara’ la giudice a ratificare la pena su richiesta, se la riterra’ congrua, ma intanto – come specificato dal provvedimento – Nikolic potra’ presentarsi nell’aula 2 bis alle 9 “libero e senza scorta”. Gli altri due complici hanno chiesto, di patteggiare 2 anni e 4 mesi, su parere positivo della Procura, rappresentata dalla pm Francesca Crupi.
Siamo schifati. Questa è la magistratura italiana. Queste sono le leggi italiane. E’ tutto da rovesciare. Il cancro rosso sta ammazzando questo grande e disperato Paese.
Ha ragione il fratello. La ‘giustizia’ fa schifo:
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