VITALIZI, IL RECORD DEL RADICALE: GRAZIE A UN SOLO GIORNO AL SENATO PRENDEVA 3.100 EURO AL MESE
VITALIZI, IL RECORD DEL RADICALE: GRAZIE A UN SOLO GIORNO AL SENATO PRENDEVA 3.100 EURO AL MESE

Parliamo di vitalizi, quelli che la maggioranza di governo ha ripristinato. Piero Craveri, eletto al Senato il 2 luglio 1987 tra le fila dei Radicali, dimessosi una settimana dopo dal suo incarico di senatore, fino al dicembre del 2018, quindi prima dell’entrata in vigore del taglio, ha percepito un vitalizio da 2.300 euro netti al mese. Ora tornerà a prenderli.
Altro radicale e altro parassita, stavolta involontario. Luca Boneschi, deceduto nel 2016, fu eletto il 12 maggio ’82 alla Camera, come parlamentare durò solo un giorno si dimise perché non voleva godere dell’immunità dopo una querela. Ha percepito fino alla morte il vitalizio da 3.100 euro lordi al mese, 1.733 netti.
E ancora Angelo Pezzana, anche lui eletto tra i Radicali. Fu deputato dal 6 febbraio al 14 febbraio 1979. E ha percepito un vitalizio da 2.200 euro lordi. “Le mie dimissioni sono state determinate da motivi personali che mi impediscono di lasciare Torino e quindi non mi consentirebbero di partecipare ai lavori della Camera con la dovuta assiduità”, spiegò all’epoca dei fatti.
Non gli impedirono di prendere uno stipendio senza fare nulla.
Una riflessione. L’idea del vitalizio nasce per dare modo ai non ricchi di fare politica ed essere parlamentari, quindi dovendo lasciare il lavoro, senza doversi preoccupare poi, una volta usciti di scena, di riprendere un lavoro che magari non c’è più. Il fine era giusto, ma è poi stato completamente traviato.
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