LE TASSE DEGLI ITALIANI PER PAGARE GLI STIPENDI AI CALCIATORI DELLA ROMA: ITALIAN MONEY MATTER
LE TASSE DEGLI ITALIANI PER PAGARE GLI STIPENDI AI CALCIATORI DELLA ROMA: ITALIAN MONEY MATTER
Non solo la Fiat, che almeno ci paga migliaia di operai italiani, anche le società di calcio usano le tasse degli italiani come garanzia per pagare gli stipendi milionari dei calciatori. E parliamo di una società che fa la morale sull’antirazzismo: cosi soldi nostri.
Anche la Roma di Pallotta batte cassa. Ma stavolta alle banche chiede un prestito garantito dallo Stato. 6 milioni di euro per pagare gli stipendi, sfruttando il Decreto Liquidità come fatto da tante altre aziende. La convenienza, nella richiesta presentata al fondo di garanzia dell’istituto Mediocredito, è nell’interesse annuo: un ottimo 2,35% annuo che non è sfuggito all’Ad Fienga. Anche la Roma perciò accede al credito agevolato. La motivazione addotta è quella di poter pagare i dipendenti del club.
Scandaloso. Le banche devono finanziare le famiglie e le imprese, non miliardari che hanno acquisito società italiane per portare avanti una speculazione edilizia con la scusa dello stadio e che poi usano i nostri soldi per pagare stipendi milionari a fancazzisti in pantaloncini.
Le solite vaccate all’italiana.
Purtroppo ci sono ragioni di natura politica dietro. Calcio e politica sono fortemente intrecciate, e poiché l’AS Roma ha padrini politici come tutte le grosse società calcistiche italiane, viene salvata. Oltre ad un bacino di utenza di oltre 1, 5 milioni di persone. I club di calcio, anche se sono delle SpA, e dunque aziende private, non sono come le altre aziende, sono di interesse collettivo.
Ci vorrebbe una riforma a livello di FIGC, o che impone l’azionariato diffuso a tutti i club, o che impone la loro trasformazione in organizzazioni senza finalità di lucro.