giovedì 25 giugno 2020

DI BATTISTA RESPINTO DA GRILLO SI DÀ ALLE CANNE








DI BATTISTA RESPINTO DA GRILLO SI DÀ ALLE CANNE




“Volete la regolamentazione della produzione e della vendita della cannabis? Allora evitate di farvi i selfie con una canna in mano. Si tratta di gesti infantili ed altamente controproducenti. Ricordano coloro che pretendono di ottenere un miglioramento dei diritti civili per gli omosessuali esibendosi in volgari forme di trasgressione durante i Gay Pride”.
Così, su Facebook, Alessandro Di Battista, che aggiunge: “Ogni forma di comunicazione individualistica ed autoreferenziale allontana il raggiungimento del risultato. Ancor di più se riguarda battaglie che dovrebbero essere sociali e quindi collettive. La fine del proibizionismo della cannabis è una battaglia sociale, oggi ancor di più, e va fatta in modo laico e razionale”.
“In Italia – osserva l’ex deputato M5S – ci sono oltre 6 milioni di consumatori di cannabis. Rimediare qualche grammo di hashish, piaccia o non piaccia, è facile come comprare un pacchetto di sigarette. L’unica differenza è che i guadagni miliardari di questo commercio non hanno fatto altro che rafforzare organizzazioni mafiose e criminali”. Inoltre “la regolamentazione del mercato della cannabis produrrebbe un aumento del Pil tra 1,20% e il 2,34% e dato che (ahimè) sono ancora i parametri europei (su tutti il rapporto debito/Pil) a dettar legge, io questo dato lo terrei in considerazione”.
Di Battista poi fa un parallelismo con la fine del proibizionismo negli States: “Le perplessità che avevano a quel tempo sulla legalizzazione della produzione e vendita di bevande alcoliche erano le stesse che si hanno oggi in Italia rispetto alla cannabis. Eppure la fine del proibizionismo in Usa distrusse il mercato nero e stimolò la creazione di posti di lavoro”, rimarca l’esponente pentastellato.
Di Battista, come sempre, annega sprazzi di intelligenza in una marea di cazzate. Il consumo di Cannabis non è paragonabile a quello dell’alcol. Piuttosto a quello dell’oppio nella Cina delle guerre dell’oppio.
Non tanto per i suoi effetti immediati, anche l’alcol assunto in modo sproporzionato può fare ubriacare, quanto per quelli a lungo termine. L’alcol può fare danni al corpo se assunto in quantità smodata per un lungo periodo. Le canne, invece, anche a basso consumo, a lungo termine, modificano in peggio la personalità di chi le assume.
Detto volgarmente, uno degli effetti è un calo deciso della produzione di testosterone. Che poi è il motivo per cui chi le consuma si sente più ‘tranquillo’. Una popolazione maschile che dovesse consumare canne in massa sarebbe una popolazione imbelle.
Che poi è quello che chi ci governa desidera più di tutto. Da questo punto di vista la cannabis è anche peggio della cocaina.








Cosa c’é di più funzionale per la riduzione della popolazione della diffusione della cannabis che causa sterilità negli uomini? Gli antiproibizionisti non vogliono la legalizzazione di tutto perché hanno a cuore la nostra libertà personale, ma perché agiscono per conto delle élite deviate che vogliono il nostro genocidio. Assieme alla pornografia e alla “libbettà” sessuale, tutto funzionale alla riduzione della natalità. E guardacaso, tutte queste cose le vogliono sempre dove abitiamo noi bianchi.




Aumentare l’età del consenso non farebbe che ridurre ulteriormente la demografia senza contare che sarebbe nella pratica inapplicabile e pure ingiusta, sia biologicamente che storicamente.
In età romana l’età per unirsi in matrimonio, ed avere figli quindi, era di 12 anni, e ti assicuro che abbiamo madri così giovani. La madre di Bruto, amante di Cesare, più giovane di lei, aveva 15 anni quando lo ebbe da un uomo di 40. Oggi lo chiamerebbero ‘pedofilo’.
Anche in età medievale le cose non cambiarono affatto e si continuò ad avere figli non appena le condizioni fisiche lo consentirono, abbiamo anzi notizia che matrimoni nobiliari con età ancora più estreme, che non scrivo, ma regolarmente registrati dalla chiesa e consumati.
14 anni sono un buon compromesso per la società moderna. Quanto ai filmini per adulti, uno nella propria camera da letto può fare quello che vuole purché non usi violenza verso alcuno, e lo stesso vale quindi anche per gli omosessuali, l’importante è che in pubblico si mantenga il decoro e certe condotte non vengano promosse, ma non vietate solo perché a certe frattaglie tradizionaliste della chiesa non piacciono.



Rispetto la tua opinione sull’età del consenso, che però non condivido. In epoca romana e poi medievale l’aspettativa media di vita era di gran lunga inferiore a quella attuale, e 35 anni era considerata la mezza età. Quindi 14 anni era l’età in cui mediamente le fanciulle si sposavano.
Oggi le donne vivono più di noi uomini e superano gli 85 anni, e di tempo per riprodursi, dai 18 ai 45 anni, ce l’hanno, di piu di quello delle donne del medioevo. L’attuale catastrofe demografica é dovuta al fatto che la maggioranza delle donne fa il primo figlio verso i 32 anni, quando sì é ancora feconde, ma non come a 20 anni. Mentre noi uomini – prostata permettendo – possiamo figliare quanto tempo vogliamo, le donne hanno un tempo più limitato, e le stesse non se ne rendono conto. Purtroppo a 20-30 anni, invece di fare la stessa cosa delle loro nonne che si sposavano e figliavano, pensano solo a divertirsi e trombare, e la nostra demografia ne risente.
Quindi un eventuale aumento dell’età del consenso a 18 anni, non credo inciderebbe sulla demografia, anche perché le nascite da minorenni sono percentualmente irrilevanti. Oggi si fanno pochi figli, e sono più le 40enni a farli, che le 20enni. Assurdo, ma é così.














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