giovedì 18 novembre 2021

 BREAKING NEWS, CRIMINI IMMIGRATI, EMILIA

LA COLLEZIONISTA DI NORDAFRICANI: PORTANO IL NEMICO IN CASA E POI MUOIONO

NOVEMBRE 18, 2021








Ancora su questa notizia:

Sposa marocchino che la massacra, allora si mette con tunisino: che la uccide insieme ai figli, orrore a Sassuolo

Su questa notizia, altri particolari: Tunisino sgozza 2 bambini, la suocera e la moglie italiana a Sassuolo: “Era tanto integrato” In pratica, questa Elisa Mulas era una sforna meticci. Boldrini sarà fiera di lei. La strage familiare compiuta dal tunisino Nabil Dhahri scuote l’Italia, a partire dalla ricca e operosa Emilia Romagna, impietrita e sotto …





«Se mi lasci, ti ammazzo». Elisa Mulas aveva conservato sul cellulare e fatto anche sentire ad un’amica l’audio di quelle minacce che il compagno le aveva rivolto dopo che, meno di un mese fa, lui se n’era tornato in Tunisia e lei si era trasferita con i figli dalla madre, mettendo fine a quel rapporto. Audio che la 43enne di Sassuolo, addetta alle pulizie, avrebbe anche portato alle forze dell’ordine a cui si sarebbe rivolta per formalizzare denuncia. Lui, Nabil Dahari, 38 anni, commesso in un supermercato di Sassuolo, proprio non lo voleva accettare di chiudere quella relazione, di sfasciare la famiglia, e mercoledì pomeriggio l’ha sterminata.

Con un probabile coltello – non è chiaro se lo aveva con sé o lo ha trovato a casa della suocera – ha ucciso la moglie ormai ex e i suoi due figli di due e cinque anni, ai quali pare avesse portato degli ovetti di cioccolato acquistati in un vicino bar. E ha tolto la vita pure alla padrona di casa, la mamma di sua moglie, Simonetta Fontana, pensionata, risparmiando il bisnonno 97enne, molto malato, come riporta Il Resto del Carlino. Il corpo dell’assassino è stato trovato accanto agli altri. Dopo la strage, compiuta pare tra le 15 e le 16, il tunisino, che di recente sarebbe stato particolarmente nervoso e irrequieto per dei problemi di salute, si sarebbe suicidato, anche se non si può escludere che sia rimasto ferito dopo una colluttazione con la compagna. Un’ipotesi comunque meno probabile. Solo uno degli aspetti a cui stanno lavorando le forze dell’ordine che stanno ricostruendo quando accaduto anche in base ai rilievi della scientifica effettuati in quella casa di via Manin diventata la scena del crimine.

L’allarme è stato dato dalla scuola. Nessuno era andato a prendere la figlia dodicenne della 43enne, avuta da una precedente relazione. A scoprire quanto era accaduto è stato il fratello della donna, Enrico Mulas, chiamato appunto dall’istituto per recuperare la nipote. Lui, della casa della madre, aveva le chiavi e al suo arrivo ha trovato una pattuglia ad attenderlo. Non poteva immaginare cosa lo aspettasse. «Ho aperto la porta e ho trovato un corpo a terra» le sue parole alla Gazzetta di Modena, con lacrime e disperazione che prendono il sopravvento. I vicini avrebbero sentito urlare “no, i bambini no” nei momenti in cui veniva fatta la macabra scoperta. Nessun sopravvissuto, come appurato dai paramedici del Suem 118 intervenuti. Un’intera famiglia cancellata. E una dodicenne rimasta orfana. Figlia anche lei di un amore malato. L’allora compagno di Mulas, un marocchino, l’aveva minacciata di morte e picchiata quando era incinta, e pure stalkizzata, e aveva poi perso la patria potestà.




































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