mercoledì 16 novembre 2022

 BREAKING NEWS, INVASIONE

ONG PRONTE A RIPARTIRE: “NON POSSIAMO SBARCARLI IN TUNISIA, PAGANO PER VENIRE IN ITALIA”

NOVEMBRE 15, 2022
































Le Organizzazioni non governative non si arrendono e assicurano che riprenderanno le proprie attività in mare per traghettare clandestini in Italia.

È questione di pochi giorni: il tempo di riorganizzarsi e ripartire con il traffico di carne africana.

Le Ong sono determinate nel proseguire il loro traffico, ma ora hanno necessità di rinnovare gli equipaggi. Un mese in mare serve a questo.

Il governo italiano però sta studiando un piano anti-sbarchi. Loro studiano, i clandestini sbarcano.

Ad esempio la Ocean Viking tra qualche tempo potrebbe partire dopo lo scontro tra Italia e Francia.

Alessandro Porro, presidente di Sos Mediterranee Italia, ha confermato l’intenzione di ripartire in seguito alle “opere di cantierizzazione che avevamo in programma già da tempo”.

ONG GETTANO LA MASCHERA: CLANDESTINI VOGLIONO L’ITALIA, NON POSSIAMO SBARCARLI IN TUNISIA -Hannah, da due anni a capo del team medico di Sos Mediterranee, nell’intervista a La Repubblica ha rimarcato che “il prima possibile” si tornerà in mare. Ma ha messo le mani avanti, avvertendo che lo sbarco in Tunisia non sarebbe possibile dal punto di vista della sicurezza: “Perché dovrebbe avvenire sotto costrizione e noi rifiutiamo categoricamente di mettere a rischio la sicurezza di naufraghi, equipaggio e nave”.

Quindi, ora, il motivo non è più che la Tunisia non è un porto sicuro – scusa ridicola -, ma che i clandestini hanno pagato per venire in Italia. Questo è intollerabile. Anche se fossero naufraghi, e non lo sono, non è certo il naufrago a decidere dove sbarcare!

Per la Geo Barents stanno arrivando nuovi membri dell’equipaggio e si stima che – dopo il training a bordo e i controlli del caso – si possa ripartire in breve tempo. Il portavoce Riccardo Gatti ha voluto sottolineare che sono sempre state rispettate le leggi interazionali, specificando comunque che “riguardano prioritariamente i governi degli stati nazionali chiamati ad applicarle”.

Nei prossimi giorni è attesa la partenza della Open Arms 1 da Barcellona. Valentina Brinis, advocacy officier, ha confessato che si guarda “con preoccupazione” anche al processo penale con Matteo Salvini. E, pur comprendendo le richieste di coinvolgere l’Unione europea, ha chiesto a gran voce di “farlo a terra non mentre ci sono vite da salvare”. Wasil Schauseil di Sos Humanity sostiene che non si può portare ad affermare “che chi affaccia sul Mediterraneo ha il diritto di non soccorrere più”.

Vanno messe fuorilegge e gli equipaggi arrestati per sovversione. Loro, non fantomatici neonazisti che non esistono.





















Strano in Tunisia ci vanno molti italiani in ferie ed altri pensionati italiani la scelgono come loro dimora, al posto dell’Italia. C’è qualcosa che tocca.






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