mercoledì 16 novembre 2022

 BREAKING NEWS, CRIMINI IMMIGRATI, INVASIONE

SPACCIATORE AFRICANO NON PUÒ ESSERE ESPULSO PERCHÉ IL TAR SI OPPONE

NOVEMBRE 15, 2022






Ennesima delirante e vergognosa sentenza di un tribunale italiano. Uno pericoloso spacciatore tunisino non può essere espulso, dice il Tar dell’Emilia Romagna, perché non è abbastanza pericoloso.

E’ tempo che l’immigrazione sia sottratta dalle grinfie della magistratura. E’ ridicolo che il Tar decida chi deve o non deve essere espulso, come si trattasse di un concorso a premi.

Serve una legge che renda automatica la perdita del permesso di soggiorno in caso di qualsiasi reato e senza eccezioni o condizioni. Solo in questo modo si taglierebbero le unghie ai magistrati che, altrimenti, non fanno altro che interpretare. Male. Perché politicamente ed ideologicamente corrotti.

Nell’ottobre del 2020 la Questura di Bologna gli aveva revocato il permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo, in quanto aveva riportato tre condanne definitive per reati in materia di droga, per le quali era stata stabilita una pena complessiva di sette anni, tre mesi e tre giorni di reclusione e 14.000 euro di multa. L’uomo, un cittadino tunisino, ha “interamente scontato la pena” nel carcere di Alghero, in Sardegna, e ha quindi presentato ricorso al Tar dell’Emilia-Romagna contro la decisione della Questura bolognese, deducendo “motivi di violazione di legge ed eccesso di potere sotto vario profilo”, e i giudici amministrativi gli hanno dato ragione, imponendo alla Questura di riesaminare la situazione e di “valutare la concessione di altra tipologia di permesso di soggiorno, essendo l’espulsione derivante dalla condanna penale esclusa con provvedimento dell’Autorità giudiziaria”.

E’ tempo che l’immigrazione sia sottratta dalle grinfie della magistratura. E’ ridicolo che il Tar decida chi deve o non deve essere espulso, come si trattasse di un concorso a premi.

Serve una legge che renda automatica la perdita del permesso di soggiorno in caso di qualsiasi reato e senza eccezioni o condizioni. Solo in questo modo si taglierebbero le unghie ai magistrati che, altrimenti, non fanno altro che interpretare. Male. Perché politicamente ed ideologicamente corrotti.

Nell’ottobre del 2020 la Questura di Bologna gli aveva revocato il permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo, in quanto aveva riportato tre condanne definitive per reati in materia di droga, per le quali era stata stabilita una pena complessiva di sette anni, tre mesi e tre giorni di reclusione e 14.000 euro di multa. L’uomo, un cittadino tunisino, ha “interamente scontato la pena” nel carcere di Alghero, in Sardegna, e ha quindi presentato ricorso al Tar dell’Emilia-Romagna contro la decisione della Questura bolognese, deducendo “motivi di violazione di legge ed eccesso di potere sotto vario profilo”, e i giudici amministrativi gli hanno dato ragione, imponendo alla Questura di riesaminare la situazione e di “valutare la concessione di altra tipologia di permesso di soggiorno, essendo l’espulsione derivante dalla condanna penale esclusa con provvedimento dell’Autorità giudiziaria”.













Italia nellemani dei seguaci pagati corrotti da George Soros $$$$$



 

 




































Nessun commento:

Posta un commento