sabato 26 novembre 2022

 BREAKING NEWS, DOSSIER ACCOGLIENZA, INVASIONE, POLITICA

PREFETTURA DI LATINA RICOPRE D’ORO I SOUMAHORO: 100MILA EURO AL MESE

NOVEMBRE 24, 2022






Con l’apertura dell’inchiesta della Procura di Latina le coop della famiglia di Soumahoro sono ormai al centro del ciclone. Ancora di più adesso che la suocera del deputato, Maria Therese Mukamitsindo, è ufficialmente indagata. Da precisare, però, che le indagini vanno avanti addirittura dal 2019 e, con quanto emerso nelle ultime settimane, il denaro che negli ultimi anni gira intorno alla Karibu e al Consorzio Aid appare ora quantomeno sospetto.

Indagini molto molto lente. Con la Prefettura di Latina che in questi anni ha ricoperto d’oro la famiglia Soumahoro con soldi dei contribuenti per l’accoglienza dei fancazzisti.

I bilanci delle due cooperative non sono pubblici. Il sito della Karibu risulta infatti inattivo e su quello dell’Aid non sono presenti. Ma sono stati pubblicati dai giornali:

Leggendo il bilancio del 31 dicembre 2020 di Aid si scoprono i bonifici che proprio la Prefettura di Latina ha erogato ogni due mesi come incarichi retribuiti per la gestione dei centri di accoglienza e dei richiedenti asilo. Il 27 marzo di quell’anno la coop ha ricevuto, infatti, due tranche da 78mila euro e 35 mila euro che – come scritto nella causale – avrebbero dovuto coprire i mesi di ottobre e novembre 2019. Stessa cosa nel mese di giugno, il 24 sono arrivano nelle tasche dell’azienda 99mila euro più altri 103mila euro. I finanziamenti sono andati avanti fino al 10 dicembre, ultimo giorno in cui il consorzio ha incassato più di 111 mila euro, dopo i bonifici precedenti di settembre e ottobre, rispettivamente di 105mila euro e 107 mila euro. Riassumendo: la Prefettura di Latina, nel solo ano 2020 – quindi a indagini già iniziate -, ha dato al Consorzio Aid circa 1 milione e 165mila euro. Nello stesso anno anche il Comune di Latina ha bonificato 10mila euro attraverso il bando multimisura per la concessione di contributi in ambito sociale. Ma c’è di più: l’azienda ha ricevuto bonus fiscali dal MISE, un contributo a fondo perduto di circa 35mila euro e altri 480 euro come bonus affitto.

Per quanto riguarda la Karibu invece si parla – al 2020 – di ben più di 2 milioni di euro di debiti, tra cui 590mila euro da saldare alle banche e 774mila circa di tasse. A tal riguardo le dichiarazioni della presidente Maria Therese Mukamitsindo – da ieri ufficialmente indagata-, suocera di Soumahoro, che ha rilasciato a Repubblica: “I ritardi dei pagamenti dipendono dagli appalti. Non abbiamo soldi da dargli (ai dipendenti ndr) perché lo Stato non ci paga in tempo”. E ancora: “Siamo andati in cassa integrazione, non ci dormivo la notte” e “abbiamo dovuto licenziare dei dipendenti”. Ciò che però afferma la protagonista sulla relazione di bilancio è esattamente il contrario: “Non si è potuto licenziare il personale non necessario, ne tantomeno lo stesso è stato messo in cassa integrazione”.

Era il 2017 quando il prefetto di Latina ricopriva d’oro le coop di Soumahoro:

Un protocollo d’intesa è stato promosso dalla Prefettura di Latina e firmato questa mattina dai sindaci dei Comuni di Cori, Fondi, Norma, Roccasecca dei Volsci, Rocca Massima e Santi Cosma e Damiano, insieme a quattro cooperative che gestiscono l’accoglienza dei migranti. Obiettivo dell’intesa siglata oggi, alla presenza dell’assessore regionale alle Politiche sociali Rita Visini, è quello di individuare forme di integrazione dei migranti ospitati nei centri di accoglienza straordinari del territorio pontino. Si individueranno dunque percorsi formativi ed educativi che, su base volontaria, potranno coinvolgere i richiedenti asilo in attività al servizio della comunità.

«Oggi -ha dichiarato il prefetto di Latina Pierluigi Faloni – non facciamo che formalizzare un’esperienza che di fatto già esiste in molti comuni della provincia. Pur trovandoci a gestire molto spesso grandi numeri in emergenza abbiamo trovato sempre la disponibilità di sindaci e cooperative e non abbiamo mai registrato problemi di ordine pubblico. Questo protocollo può aiutare chi chiede protezione nel nostro Paese ad uscire da una situazione di isolamento e a rendersi parte attiva all’interno della collettività che li ospita».

I progetti di servizio volontario, quali la pulizia delle strade o la manutenzione delle aree verdi, saranno supervisionati da un tutor, mentre alla Prefettura spetterà la funzione di monitoraggio e controllo dei progetti. Quattro le cooperative sociali coinvolte: Karibu, Astrolabio, Quadrifoglio e Gus. «Siamo vicini ai sindaci che accolgono i migranti – ha detto l’assessore regionale Rita Visini – Il sistema di accoglienza messo in atto vuole rendere verità a questa situazione e al lavoro di integrazione costantemente svolto dai Comuni, le Prefetture e le cooperative. Come Regione pensiamo ad un protocollo che funzioni come cornice e coordinamento di tutte le esperienze fatte sui territori del Lazio».














































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