IL PD COPRIVA PATRONAGGIO: È STATO UN GOLPE ISTITUZIONALE CONTRO SALVINI

Il 24 agosto 2018, Legnini, vicepresidente in quota PD del CSM (il presidente è Mattarella) scrive a Palamara: “Luca, domani dobbiamo dire qualcosa sulla nota vicenda della nave”. Palamara risponde: “Ok, sono pronto”, ma Legnini sembra avere fretta: “Sì, ma domattina dovete produrre una nota, qualcosa insomma”. Il pomeriggio successivo arriva la nota esce e il caso della Diciotti viene messo all’ordine del giorno del plenum del Csm.
Pochi giorni prima, era stato Palamara a scrivere un SMS. Parlando di Salvini: “Ha ragione…ma ora bisogna attaccarlo”.
Architetto di questa offensiva politico-giudiziaria è il PD Legnini:
Quello che emerge evidente, da questo verminaio politico-giudiziario, è la presenza di una rete di potere incancrenita sui gangli dello Stato, distesa in questi decenni dagli interessi che hanno come referente il PD.
Non crederete sia un caso che Patronaggio imponesse gli sbarchi di clandestini dalle navi Ong. E non penserete che lo facesse senza copertura politica. Parliamo dello stesso magistrato che frequentava convegni della sinistra. E non crederete che le ong si piazzassero per caso proprio in acque di competenza della sua procura: sono tutti parte della stessa cricca di potere.
E’ stato del resto lo stesso Patronaggio a ricevere un sms da Palamara: “Siamo tutti con te, anche Legnini..”. Come dire: il Pd ti copre le spalle.
Non hanno mai vinto un’elezione due decenni, eppure sono riusciti a controllare ogni entità statale che dipende dalle nomine. Quello che i complottisti definirebbero ‘deep state’.
Il primo burocrate è al Quirinale. Di fatto in mano loro da una vita. E siccome il Presidente della Repubblica nomina senatori a vita, membri della Consulta e del CSM ecco che abbiamo la spiegazione del complotto in piccola parte svelato da queste intercettazioni.
Un’incrostazione di potere che nulla ha di democratico e che vuole impedire al popolo di esprimere la sovranità nell’azione politica.
Per questo è impossibile pensare di riformare questo Stato senza prima travolgere le incrostazioni che lo parassitano. Per questo è puerile rivolgere le proprie lamentele a quello che è il loro riferimento nelle istituzioni: Mattarella.
Il Palazzo non si riforma da solo. Si abbatte e si ricostruisce.
Quanto avvenuto nell’ultimo anno, era il terrore di questo grumo di interessi di perdere il potere con l’arrivo al governo dei populisti. E quello che rivelano queste intercettazioni è un colpo di stato istituzionale che per mesi ha tentato in tutti i modi e con tutti i mesi di fare fuori Salvini.
Non basterà tornare al governo. Il prossimo governo sovranista dovrà essere rivoluzionario: azzerare le burocrazia anti-democratiche deve essere un imperativo. Via CSM, Consulta e ogni entità non eletta. L’unico potere democratico appartiene al popolo e ai suoi rappresentanti, tutto il resto è fetida aria di vecchio regime.
Ma per tornare al governo serve un leader che si renda conto di quanto sta accadendo: ai colpi di stato si risponde con la forza della piazza. Quel Palazzo va stretto d’assedio.
Abbiamo accettato come normale che la maggioranza degli italiani stia all’opposizione: tutto ciò non è normale. E non è normale che i partiti che hanno la maggioranza dei voti l’abbiano accettato come normale.
Conte deve cadere. Ma l’anello è al Quirinale.
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